L'intervento di ristrutturazione

Un intervento di recupero che mostra come le città siano organismi vivi e mutevoli e come porzioni inutilizzate e abbandonate possano diventare qualcosa di nuovo, in grado di evitare demolizioni e sprechi energetici, attraverso un processo di sovra stratificazione prestazionale e di restyling funzionale.

L’area di progetto deniminata Area Ex-industriale Bosy-Sport e collocata in prossimità dal centro storico di Monza, adiacente al tracciato ferroviario, è inserita in un quartiere con alta concentrazione residenziale. Si tratta di un ex lotto industriale, adibito alla produzione, confezionamento e vendita scarpe da calcio, di 550 metri quadrati circa, composto da una palazzina a destinazione commerciale/residenziale, un’area a cortile coperta e un capannone con copertura a volta.

L’intervento si è concentrato su:

  • Il miglioramento prestazionale dell’involucro dell’edificio residenziale;
  • Il recupero del volume del sottotetto con trasformazione in unità abitativa;
  • Il recupero strutturale della copertura su cortile con applicazione di elementi solar spot;
  • Il miglioramento prestazionale dell’involucro del capannone, con apertura di nuove luci in copertura e nuova partizione interna per la successiva trasformazione delle unità catastali da C3 a A2 per 4 unità abitative.

L'intervento di recupero sul capannone

L’approccio dello Studio I.De.A Ener.G di Milano, guidato da Aldo e Roberto Francieri, mostra una chiara volontà di evoluzione del costruito, ottenuta salvandone e sfruttandone positivamente la memoria, attraverso strategie di rivitalizzazione e cambiamento d’uso di spazi e volumi ormai abbandonati.
Un “buco nero” urbano, una ex fabbrica da anni in disuso viene trasformata in un contenitore vivo e pulsante dove la luce zenitale, lo studio e la modulazione della sua intensità, sono il punto cardine del progetto e della realizzazione per unità abitative pensate come una sorta di residence, adatte per i pendolari che si trasferiscono a lavorare a Milano o a Monza e che possono sfruttare anche la vicinanza alla stazione ferroviaria del capoluogo brianteo.
Non è la prima volta che gli architetti Francieri ci mostrano interventi raffinati e colti in Brianza, puntando molto sugli aspetti di risparmio energetico, di sostenibilità, di innovazione costruttiva, di energia nuova messa a disposizione di brandelli di città privi di vita dove l’industria brianzola ha lasciato solo ruderi e tracce inanimate.
La loro esperienza deriva da abili operazioni di progetto e design nel centro storico di Milano (soprattutto in zona Brera) dove hanno saputo trasformare semplici sottotetti in mansarde di lusso sfruttando le potenzialità dell’illuminazione zenitale dalle coperture.
Passare dal centro storico all’approccio su un edificio industriale ha significato proprio la volontà di portare anche su edifici di minor pregio storico (ma di affascinante potenzialità volumetrica) la strategia di approccio zenitale, di gestione e modulazione della luce dall’alto, sviluppando un progetto planimetrico a salire, soppalcato, dove la luce può irrorare i luoghi di vita e di socialità.

Gli interventi: miglioramento delle prestazioni e nuove finestre in copertura

Per prima cosa è stato realizzato un nuovo vespaio aerato, dell’altezza di 150 mm, con prese di ventilazione alle estremità di testata dell’immobile.
Per il miglioramento prestazionale delle murature verticali perimetrali è stata posata una contro-parete interna, distanziata di circa 100 mm dai muri esistenti. La cavità formatasi è stata riempita con pannelli rigidi termo isolanti in poliuretano espanso rigido Brianzaplastica (spessore 100 mm – densità 38 Kg./m3 e coefficiente di conducibilità termica molto performante e pari a 0,026 W/mK).
L’assenza di finestre lungo l’asse longitudinale del capannone ha reso necessario l’intervento sulla copertura, eseguendo una serie di aperture in coincidenza della porzione più alta della stessa. Quindi una strategia zenitale totale in grado di portare “il cielo in una stanza” e di dare luce e ventilazione a degli spazi loft carenati di notevole fascino. I vicini condomini risultano peraltro sufficientemente lontani e non si sono create problematiche di privacy e di gestione degli affacci.
A seguito delle aperture binate (4 per ciascuna unità abitativa) è stato eseguito un rinforzo strutturale, con il posizionamento di una sponda verticale isolata lungo il perimetro di vano. Il rialzo ha una inclinazione di circa 30° e forma, in corrispondenza delle aperture, una sagoma tradizionale a capanna con due falde in cui sono state posizionate con facilità le batterie di finestre per tetti VELUX comandate dall’interno, grazie a sensori pioggia e domotica.
A chiusura delle falde inclinate vi sono quindi due finestre per tetti VELUX abbinate verticalmente, di misura 118 cm x 114 cm (modello GGL S06), che sono state completate da profili di protezione in lamiera verniciata e attrezzate di schermi solari esterni.
I progettisti hanno infatti condotto specifiche analisi di dettaglio circa i carichi termici e luminosi stagionali in modo da poter tarare il grado di protezione delle schermature esterne e di evitare eccessive captazioni energetiche estive così come di amplificare quelle desiderate in inverno.
Il resto della copertura è stato rivestito esternamente da pannelli isolanti in poliuretano espanso, spessore 110 mm, raccordati all’arco di copertura e successivamente protetti con doppio manto impermeabilizzante esterno posato con guaina ardesiata a vista, disposta a giunti calibrati, su ispirazione del recente edificio di Herzog e De Meuron al Vitra Center di Weil am Rhein.
La copertura, molto pulita e minimale, viene infatti vista dagli edifici circostanti e si è voluta evitare una scelta di tipo metallico riflettente proprio per non creare disturbi e abbagliamento con luce riflessa ai vicini appartamenti.

Gli ambienti interni

Gli ambienti interni sfruttano il volume del pre-esistente capannone (con altezza al colmo 550 cm) con un distributivo sviluppato su due livelli (piano terra, dove è ospitata la zona giorno servizi e soppalco, dove si colloca la zona studio e zona notte).
Ciascuna unità ha un bagno con ventilazione meccanizzata e tunnel solare che fornisce luce zenitale naturale anche a questi spazi interni.
Le finestre sono tutte ad apertura elettrica e operabili grazie a un semplice telecomando; il controllo è esteso anche alle schermature esterne e alle tende interne.
Le finestre poste in copertura forniscono luce naturale agli ambienti di entrambi i livelli, secondo le verifiche fatte tramite un software che calcola i livelli di illuminazione degli ambienti. I valori medi invernali sono al di sopra degli standard minimi richiesti sia dalla legge che dai regolamenti comunali. Nella fase estiva i sistemi di ombreggiamento esterno e interno garantiscono una sufficiente protezione e riduzione di abbagliamento e surriscaldamento degli ambienti.
Le unità abitative sono suddivise, mediamente, in 40 mq di SLP al piano terra e 28 mq di SLP al piano soppalcato.
In definitiva Aldo e Roberto Francieri ci mostrano, con questo intervento a Monza, come le città siano organismi vivi e mutevoli e come delle porzioni inutilizzate e abbandonate possano diventare qualcosa di nuovo e di vibrante in grado di evitare demolizioni (quindi sprechi energetici) attraverso un processo di sovra stratificazione prestazionale e di fine restyling funzionale ed estetico.
La progettazione della luce, il suo controllo, la modulazione giornaliera o stagionale tramite l’inserimento di dispositivi di comando e regolazione ci mostrano la volontà sottile di Aldo e Roberto Francieri di governare la fisica, l’illuminotecnica dell’edificio e quindi l’effetto sui suoi volumi interni abitati, senza esagerare con egoismi plastico compositivi e lasciando quindi libera la configurazione abitativa, ma suggerendo benessere e qualità ad ogni spazio di vita.

Progetto: Studio I.De.A. Ener.G. di Aldo & Roberto Francieri
Assistenti per l’elaborazione grafica e le analisi illuminotecniche: Flora Lavarini – Tiziana Andreoletti
Foto: Maurizio Cataldi
Modelli: Ennio Panzera

AUTORE
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Marco Imperadori
Ingegnere, PhD, Professore Associato presso il Politecnico di Milano, titolare della cattedra di ...
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