Un edificio moderno che si adatta al clima locale

In un piccolo paese tra le colline svizzere un edificio fuori dall’ordinario per forma, struttura, orientamento e divisione degli spazi interni

Leytron è un piccolo paesino della Svizzera, immerso tra i vigneti del cantone Vallese.
Tra i filari circondati da montagne, si staglia verso il cielo un grande cubo rivestito di ardesia.
L’edificio, realizzato dello studio Nunatak Architectes, rivela la sua funzione residenziale solo in un secondo momento e la sua forma conferma l’intento di creare qualcosa di eccezionale. La costruzione risponde alle precise esigenze dei giovani clienti ed è adatta alle condizioni climatiche del luogo.
Leytron è un esempio di come un paese di viticoltori si sia trasformato a livello architettonico. I vecchi granai nel centro storico del paese testimoniano i tempi in cui gli abitanti vivevano di agricoltura. Molte delle case moderne nei dintorni del paese si allontanano però dall’architettura tradizionale. Appartengono alle nuove generazioni che non praticano più la viticoltura, ma vivono ancora nei luoghi dei loro antenati.
La casa della famiglia Zufferey è l’ultima del paese, sul lato est. Si trova a circa 50 metri dalla strada, ma è facile notarla per la sua forma, tra i filari che si allungano verso le colline, come disegnati da un pettine.
Emerge come un grosso cubo di ardesia, che sembra un container accidentalmente caduto da un aereo.
Roland Vassaux, uno dei collaboratori dello studio Nunatak Architectes, sostiene che somigli a un pezzo di roccia staccatosi dalla vicina montagna.
La casa della famiglia Zufferey potrebbe in effetti essere considerata una copia in scala del monte Ardévaz, che si trova alle sue spalle.
La somiglianza non si limita solo alla forma. Le rocce delle montagne circostanti sono servite per la copertura in ardesia della casa.
La pietra locale, che ha da sempre caratterizzato la tipica architettura Vallese, è stata in questo caso lavorata industrialmente, fino a diventare un delicato rivestimento per un edificio dalle proporzioni perfette.
Casa Zufferey rompe con la tradizionale architettura locale non solo a livello formale, ma anche per quanto riguarda l’orientamento.

Un orientamento basato sulle condizioni climatiche del luogo

Tradizionalmente gli edifici che sorgono nella valle del Reno si affacciano a Sud Ovest, verso il sole pomeridiano, ma anche verso il fastidioso vento che soffia nella valle, specialmente nel pomeriggio. La terrazza in questo caso si affaccia a est, offrendo ombra e protezione del vento. A ovest sono invece rivolti i posti auto e l’ingresso, entrambi posizionati sotto il lato inclinato.
Il progetto prevedeva un piano terra con cucina, zona giorno e sala da pranzo, servizi e ripostiglio e un piano superiore con tre stanze da letto e tre piccoli bagni, oltre a un attico aperto con studio e zona tv. Quindi piani rettangolari e funzionali, senza alcun segno di stravaganza.
Solo osservando il progetto in prospettiva si poteva notare la particolarità della forma.
Il prezzo relativamente basso era ragionevole per una casa di 185 metri quadri e dipendeva dalla costruzione in legno, che permetteva di utilizzare elementi prefabbricati. Solo fondamenta e basamento sarebbero state invece in cemento armato.
Il progetto prevedeva una struttura inclinata in abete laminato, con pareti interne realizzate con pannelli prefabbricati.
Pavimenti e soffitti sarebbero stati realizzati in abete, tranne il pavimento a piano terra, che sarebbe stato in cemento e avrebbe contenuto le tubature per il riscaldamento a pavimento. In alcune zone, dove era necessaria una maggiore quantità di luce, ma allo stesso tempo riservatezza, ad esempio tra i bagni al piano superiore, sarebbero stati inseriti pannelli semitrasparenti in vetro acrilico.
Viste da fuori le finestre installate orizzontalmente sembrano gli unici elementi in contrasto con l’effetto inclinato della casa.
Le finestre sono state inserite in corrispondenza agli ambienti interni, ma sono state posizionate in maniera irregolare. Sono tutte di misure diverse e installate a differenti altezze, per permettere anche ai bambini di godere della luce naturale, oltre che della vista sulla vallata, sui vigneti e sulle montagne circostanti. Abbassando anche le persiane dello stesso colore grigio della facciata, l’edificio assume l’aspetto di un monolite di pietra.

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