La realizzazione di un moderno museo tra le mura di un castello medievale

Una struttura che non ha la pretesa di durare in eterno: questo è quello che voleva diventare il CIP (Centre d’Interprétation du Patrimoine) costruito all’interno del Castello di Brie-Comte-Robert: un edificio leggero, trasparente e facile da smontare in caso di necessità.
Dietro alla sua facciata in legno di larice, il museo è un trionfo di luce naturale nella quale i ritrovamenti esposti, le mura antiche del castello ricostruite e la moderna struttura in legno convivono in armonia.

Circa 30 km a sud–est di Parigi, immerso nel paesaggio collinare di Brie, sorge un monumento che a detta degli storici è un vero e proprio modello di castello medievale francese. Il castello di Brie-Comte-Robert presenta una struttura quadrata, con una torre circolare d’angolo e sorge poco lontano dalla piazza del mercato, al centro di una piccola cittadina che porta il suo stesso nome. Così come avveniva centinaia di anni fa, due ponti, passando sopra un ampio fossato, conducono i visitatori verso le due porte del castello, protette da torri quadrate. L’apertura su due lati che caratterizza il castello è, per quanto noto, unica nella regione. Il castello fu costruito verso la fine del XII secolo da Robert I. De Dreux, lord di Brie e fratello del Re francese Luigi VII. Nel 1982 rimaneva ben poco della costruzione, a parte alcuni resti delle mura calcaree dello spessore di circa 2 metri.
Da allora, l’associazione Amis du Vieux Château, un’associazione di lavoratori volontari, ha realizzato alcuni lavori importanti: la ricostruzione di gran parte delle mura del castello, lungo le quali sorgono le 8 torri che lo circondano.
Inoltre, gli scavi nel cortile hanno riportato alla luce numerosi frammenti delle mura dei vecchi quartieri residenziali.
I volontari sono stati supportati nella loro attività da numerosi sponsor pubblici e privati, che hanno fornito i mezzi affinché l’associazione potesse realizzare il suo progetto più ambizioso: la costruzione di un centro operativo ed espositivo, quello che in francese è il CIP (Centre d’Interprétation du Patrimoine). L’intenzione era quella di costruire un edificio che non ospitasse soltanto uno spazio da dedicare a mostre ed esposizioni, ma anche locali per le attività di educazione museale, uffici e un’ampia sala riunioni per i volontari. Il progetto per il nuovo edificio di 400 mq, costato 725.000 euro è stato realizzato da uno studio di architettura del luogo, lo studio Semon – Rapaport e dal designer Lorenzo Piqueras.
Come spesso accade quando vengono realizzati nuovi edifici all’interno di mura storiche, l’autorità nazionale per la conservazione del patrimonio monumentale storico (ACMH) ha rivestito un ruolo importante nel progetto.

Una struttura in legno moderna e leggera che non toglie valore al contesto

L’Architetto Jacques Moulin dell’ACMH preparò un documento dettagliato richiedendo una struttura in legno, in parte perché questo materiale avrebbe creato uno stacco netto rispetto allo stile delle vecchie mura e in parte perché una struttura in legno avrebbe potuto essere smontata in modo abbastanza semplice in seguito, per accogliere eventuali nuovi scavi. Anche le considerazioni estetiche hanno giocato un ruolo importante nella preferenza di Moulin per il legno: “I monumenti medievali che giungono ai nostri giorni sono come conchiglie, dove l’unica parte che si conserva è l’involucro esterno, il guscio. Tutte le strutture più leggere sono scomparse. (…) Vorrei per questo cercare di ristabilire l’originaria varietà di materiali all’interno dell’edificio in questione, visto che si tratta di un tratto caratteristico dell’architettura della zona”.
Infine, anche la leggerezza della struttura favoriva la scelta del legno: il terreno sul quale avrebbe dovuto sorgere l’edificio, nell’angolo a nord del castello, non era ancora stato scavato. Per preservare eventuali resti ancora nascosti in quel punto, il terreno non poteva essere gravato con strutture troppo pesanti. Il museo è stato quindi costruito con una semplice intelaiatura e fondato su una base piatta che poggia direttamente sul suolo.
Piatto è anche un termine adatto all’edificio in generale: le autorità hanno richiesto che la sua altezza rimanesse più bassa rispetto alle nuove mura erette sulla base delle vecchie esistenti.
Lo studio Semon – Rapaport ha progettato un edificio a forma di L con un tetto a una sola falda che sembra pendere verso le mura del castello a nord e a est e che si apre verso il sole a sud.
La struttura del tetto è sorretta da colonne circolari in abete Douglas, alcune delle quali sono legate alle mura che circondano l’edificio.
Anche alcuni degli espositori all’interno del museo sono fissati alle mura ricostruite.
La struttura in legno ha consentito che gran parte del pavimento, pareti, travi di supporto e struttura del tetto potessero essere prefabbricati e che la costruzione in loco potesse essere conclusa in appena tre settimane.
L’accesso al museo avviene da piano terra tramite un’ampia piattaforma in legno costruita davanti all’edificio.

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