Un restauro che ha cambiato l'aspetto di un intero quartiere

A Colonia un massiccio bunker è stato convertito in una serie di lussuose dimore. Ma come è possibile vivere all’interno di un bunker? Il risultato lascia piacevolmente sorpresi: ottime soluzioni di luce, comfort e integrazione urbana caratterizzano gli appartamenti del maestoso edificio e il comfort interno si percepisce subito.

Rimasto come un enorme blocco di ghiaccio dopo il ritiro di un ghiacciaio, il bunker lungo 45, largo 15 e alto più di 7 metri era un triste residuo della guerra, un edificio abbandonato nel tranquillo e pulito quartiere di Nippes a Colonia.
Coperto dai graffiti, pesante e muto, senza alcun tipo di apertura sulle massicce pareti, il bunker era diventato invisibile agli occhi degli abitanti del quartiere che semplicemente non lo notavano più. Oggi lo vedono di nuovo.
Qualche anno fa infatti, un giovane imprenditore lo ha acquistato e ha indetto una gara d’appalto per renderlo abitabile. Lo studio Luczak Architekten ha portato a termine un restauro ben riuscito, sorprendentemente luminoso e gradevole.
Oltre al restauro della struttura esistente, è stata aggiunta una parte nuova, adiacente al lato più corto dell’edificio, che completa la facciata esposta verso la strada. Osservando l’edificio dalla strada si vede solo la nuova struttura: nessuna traccia del bunker è riconoscibile a prima vista.
Il coraggio che hanno avuto i progettisti, non permettendo alla personalità dell’edificio di dettare il suo stile, è impressionante. Hanno cercato di focalizzarsi su qualità importanti come un’intelligente e ben ponderata integrazione urbana ed eccellenti condizioni di comfort abitativo.
Almut Skriver, un collaboratore dello studio Luczak Architekten, spiega che l’obiettivo era un risultato finale che avesse forza e carattere individuale come se fosse stato costruito partendo da un terreno vuoto. Tenendo conto della mescolanza di stili presenti nella strada, dove convivono abitazioni tradizionali, piccoli laboratori, un ampio complesso degli anni ’50, i progettisti si sono sentiti liberi di modificare il design della facciata.
Così è stato pensato il tetto a botte, come interessante aggiunta al contesto, che avrebbe impreziosito anche il layout interno. Oggi il nuovo complesso diviso in numerosi appartamenti ha completamente cambiato l’aspetto del quartiere. Quello che prima era un rione urbano sviluppato in maniera casuale, oggi ha assunto un aspetto più logico, ordinato, con il nuovo edificio come naturale fulcro centrale.

Da un edificio cupo ad ambienti pieni di luce

Mentre qualsiasi nuovo progetto avrebbe solamente rimosso la figura triste del bunker, questo progetto ha fatto qualcosa in più per il contesto generale della zona: ha dato il via ad un miglioramento dell’intero quartiere, ha funzionato come catalizzatore.
Il tetto del nuovo edificio, caratterizzato da numerose aperture che si sommano alle numerose finestre in facciata, migliora l’aspetto triste e ostile del bunker. La nuova facciata è più gradevole e comunica con forza tutt’intorno. Da notare come l’ingresso principale, che fende l’intero volume del bunker, conferisca al nuovo edificio una linea più ampia e spaziosa. Quello che colpisce immediatamente entrando negli appartamenti è la quantità di luce presente. L’idea di trovarsi un luogo simile a una prigione o a un’umida cantina deve essere subito abbandonata, all’interno di questo fluido spazio luminoso. Tutti gli appartamenti sono diversi uno dall’altro. Quelli che occupano il piano terra e il primo piano sono caratterizzati da un’ampia fenditura che attraversa la struttura e si apre su giardino. Questi profondi tagli sulle pareti dell’edificio rappresentano l’intervento più radicale e la chiave per capire perché questo intervento è stato un successo. La considerevole attenzione per il posizionamento delle fenditure ha portato a un risultato razionale, funzionale ed esteticamente piacevole. Le aperture da un lato seguono il muro che divide ogni appartamento con quello successivo, mentre dall’altro creano delle nicchie che rivelano il vero spessore della parete. Le aperture corrono verticalmente sulla facciata e tagliano parte del tetto. Questo permette alla luce naturale di entrare in quantità negli appartamenti. Un’elegante scala di legno collega il piano terra al primo piano. In alcuni appartamenti, le pareti a fianco delle aperture sono state volutamente lasciate senza intonaco. In altri si è preferito mantenere un aspetto più classico e pulito, coprendo i muri con intonaco bianco. Alcuni non capiranno questa scelta, ma questo è esattamente il punto di questa conversione: la storia dell’edificio non deve per forza essere ricordata dagli abitanti. Gli architetti non hanno puntato sulla storia del bunker come punto di forza per la vendita. L’edificio può anche essere visto come una nuova costruzione senza storia.

Isolamento termico e acustico grazie allo spessore delle pareti

Dall’interno degli appartamenti situati nel bunker originale è bello cercare di capire se l’estrema austerità della costruzione precedente si possa in qualche modo riconoscere.
Uno degli elementi che possono far pensare a una struttura solida e robusta è il notevole silenzio che si riscontra all’interno degli appartamenti. L’acustica è fortemente influenzata da tutto il peso che c’è intorno, che sembra assorbire le onde sonore: il risultato p una totale assenza di rumore. Anche a livello olfattivo si avverte qualcosa di insolito: una sensazione di fresco nell’aria, qualcosa che ricorda una chiesa o un sotterraneo.
Non si capisce se la sensazione sia causata da un effettivo odore o semplicemente dalla temperatura, piuttosto che dalla combinazione di entrambi.
Probabilmente l’enorme massa delle pareti funziona come magazzino di calore e reagisce molto lentamente ai cambiamenti della temperatura esterna, mantenendo così l’appartamento fresco. E’ anche normale che ci sia una leggera variazione di umidità nell’aria, dovuta alla differenza di temperatura.
Alcuni appartamenti dell’edificio di nuova costruzione sono dotati di un piccolo giardino interno, oltre ad avere uno scoperto pavimentato sul lato opposto, dove gli inquilini organizzano grigliate e dove i bambini giocano all’aperto. I luminosi e spaziosi appartamenti dell’ultimo piano sono invece dotati di uno spazio soppalcato ricavato sotto la volta del tetto, che dona all’appartamento un’atmosfera particolare.
Tra gli appartamenti dell’ala nuova e quelli del bunker c’è una notevole differenza a livello di isolamento termico e acustico, data dallo spessore delle pareti del bunker, molto più solide rispetto a quelle più leggere della nuova costruzione. L’atmosfera all’interno dell’ex bunker è veramente speciale e rende gli appartamenti unici e caratteristici. L’ingegno è davvero la parola chiave nella conversione di questo bunker.

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