Il concetto architettonico

Bubbletecture è un neologismo ideato dall’architetto Endo Shuhei, esponente dell’architettura bionica. Significa “struttura a bolla” e descrive perfettamente il concetto alla base del progetto.

Bubbletecture H, centro didattico e di ricerca sull’ambiente, ideato dall’architetto giapponese Endo Shuhei, è un esempio di una tipologia costruttiva che si ispira alla natura, esprimendosi con forme curve, superfici e strutture presenti in natura e in biologia. Questa tipologia di architettura, denominata architettura bionica, fa spesso ricorso a elementi geometrici caratterizzati da linee spezzate e forme irregolari, creando un’alternativa alla tradizione architettonica degli edifici con pianta rettangolare.
Concepito rifacendosi alle forme arrotondate presenti in natura, il progetto trabocca di archi e protuberanze che ricordano delle gigantesche bolle.
Si può pensare all’edificio come a un’immensa lumaca o a un fungo immerso nel verde, costituito dalla combinazione di vari elementi triangolari, frutto di complessi calcoli ingegneristici e matematici. Il risultato finale è una grande struttura organica ed eco-friendly.

Ubicazione e funzione

Bubbletecture H è ubicato in un’area montana a due ore da Osaka, nella prefettura di Hyogo, in Giappone. L’edificio è appollaiato sulla cima di una collina che guarda al versante nord della foresta. E’ costituito da tre ali a forma di “bolla” integrate in un’unica struttura, che ospitano i principali servizi: un teatro, una libreria e a un’ampia area dedicata a workshop, oltre a zone studio. Funzioni quali il magazzino, l’amministrazione, la sala d’attesa e i servizi igienici sono ospitati in piccole “celle” circolari o cubiche annesse all’edificio e integrate in modo discreto.
Al centro dell’edificio è presente un cortile interno di forma circolare. Il teatro e l’area workshop si trovano nella parte più alta del sito. La biblioteca si libra alla stessa altezza, come fosse un gigantesco cupolino a forma di fungo, supportato da una base in cemento armato (il gambo) che ospita gli impianti e il serbatoio dell’acqua.

Materiali e costruzione

La struttura di Bubbletecture H si distingue per il design organico ma al contempo modulare, caratterizzato dalla combinazione di elementi triangolari e travi. L’edificio sembra spuntare dal terreno come un serpente, quasi fosse un organismo vivente composto di celle. Le celle sono formate da lastre in acciaio prefabbricate dello spessore di 1.2mm, triangolari e anticorrosione, che formano la pelle dell’edificio rivestendone interamente le facciate e la copertura. L’acciaio ha subito uno speciale trattamento che prevede un’iniziale fase di arrugginimento seguito da una stabilizzazione, per proteggere l’edificio da future azioni corrosive. Parte della copertura è stata rivestita con muschio e torba per migliorarne l’isolamento e integrare maggiormente l’edificio nell’ambiente. Viene così evidenziato l’aspetto ecologico del progetto, orientato alla riduzione delle emissioni di CO2, minimizzando l’impatto estetico del complesso.
Il rivestimento in acciaio posa sopra a doghe in legno di cipresso giapponese che sono state utilizzate per realizzare la struttura a cupola e che sono ben visibili dall’interno. La superficie delle pareti poste sotto la cupola è stata rinforzata con una travatura in cedro. Il legno di cipresso, che si contraddistingue per leggerezza e durabilità, è stato impiegato per creare una struttura leggera che potesse standardizzare e migliorare l’efficienza degli elementi utilizzati. Il processo costruttivo e i materiali scelti hanno ridotto in modo considerevole le emissioni di CO2.

Approccio Ecologico

Trattandosi di un centro didattico e di ricerca sull’ambiente, Bubbletecture H ha l’ambizione di minimizzare il suo impatto visivo e ambientale, inserendosi in modo naturale nel paesaggio. I visitatori del centro dovrebbero essere in grado di apprezzare, comprendere e condividere un interesse comune non solo in questioni ambientali locali, ma anche globali, e sperimentare i vari approcci che il centro ambientale può offrire. Tutti i materiali per la costruzione sono stati scelti con cura, allo scopo di proteggere l’ambiente e di incoraggiare a un approccio green e sostenibile in edilizia. Si tratta per lo più di materiali che non necessitano di manutenzione e che consentono al complesso di mutare nel suo aspetto col passare del tempo e di adeguarsi gradualmente al territorio circostante. Fanno parte dell’edificio anche un serbatoio per il recupero dell’acqua piovana e un impianto per il trattamento delle acque nere.

Luce Naturale

Oltre ai serramenti circolari posti in facciata e alle vetrate triangolari presenti in copertura, il progetto ha previsto anche l’inserimento di una serie di finestre per tetti VELUX, installate in modo assolutamente inusuale proprio su alcune delle vetrate triangolari che si affacciano sul cortile interno. Una scelta che garantisce un forte impatto visivo, dato che le finestre sembrano fluttuare nella trasparenza del vetro che le circonda. Le finestre VELUX si inseriscono discretamente nelle cornici in cedro appositamente create e illuminano le scaffalature della biblioteca di luce naturale zenitale.

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