Ricostruzione e divisione in più appartamenti di un edificio residenziale

In un piccolo centro abitato della Croazia, un progetto di ampliamento e ricostruzione trasforma un edificio residenziale datato in un moderno stabile composto da tre appartamenti, di cui uno mansardato, che ospitano altrettante generazioni di una stessa famiglia.

I Pavlinek pensarono a lungo a cosa fare della vecchia casa di famiglia: venderla, demolirla e costruire al suo posto un edificio residenziale con più appartamenti o creare a partire dal vecchio edificio un nuovo spazio abitativo per tre generazioni, tutte sotto lo stesso tetto? La scelta infine cadde su quest’ultima soluzione.
Lo stato dell’edificio esistente non era incoraggiante. La casa a un solo piano sorgeva in un’area molto complessa: il cortile sul retro era stretto tra le case vicine e un edificio che un tempo era stato il laboratorio di un fabbro. Inoltre il vicinato era poco propenso a cambiamenti. Insomma, il contesto si presentò da subito difficile e problematico.
L’ampliamento e la ricostruzione furono progettati da un amico di famiglia, l’architetto Veljco Oluic, che ha accettato la sfida con entusiasmo e sensibilità.
L’idea era di ricostruire la vecchia casa per ospitare la nonna, di trasformare il sottotetto in un moderno e luminoso appartamento per i più giovani (le figlie) e di realizzare un appartamento per i coniugi Pavlinek a partire dall’ex laboratorio, situato nel cortile, sul retro.
Il nuovo edificio a più appartamenti così ottenuto avrebbe occupato un totale di 150 mq per l’appartamento a piano terra e l’annesso, più 80 mq per il loft nel sottotetto.
L’intervento di Oluic fu come una manovra di Heimlich per la casa.
L’edificio ne uscì completamente rinnovato, nella forma e nelle funzioni.

Spazi e funzioni della vecchia struttura e del volume aggiunto

Il nuovo volume aggiunto, destinato ad ospitare la casa dei genitori, abbraccia la vecchia casa, estendendosi anche su parte dell’area precedentemente occupata dal giardino, fino al limite dei confini del lotto. La compressione degli ambienti esterni ha portato all’espansione degli spazi interni.
La trasparenza, la modernità e la fluidità del nuovo edificio sono sottolineate da spaziose zone living.
Al piano terra del nuovo annesso la vista spazia da una parte all’altra della stanza, in un grande open space: questa zona living, illuminata dalle grandi vetrate e dalle finestre per tetti posizionate sulla copertura che veicolano la luce naturale, è perfetta per tutte le attività quotidiane e per accogliere gli ospiti all’occorrenza.
Non è stato possibile creare nuove aperture sulle pareti, quindi sono state sfruttate al massimo le potenzialità dell’illuminazione zenitale.
Sempre per quanto concerne l’annesso, una costruzione leggera in acciaio ha sostituito la simile e più vecchia struttura che precedentemente sosteneva il soffitto del laboratorio. Dettagli discreti e attentamente conservati preservano la memoria del precedente spazio artigianale: i mattoni dipinti di bianco, il doppio strato di lastre in policarbonato utilizzato per il pavimento, i fogli metallici perforati all’interno e all’esterno, i pavimenti a lastre industriali, ecc., sono omaggio alla memoria del passato.
La location non offre viste particolarmente attrattive: non c’è più spazio per il giardino, né un piacevole paesaggio circostante. Ma il progettista è riuscito a trovare il posto per una pianta di olivo, all’interno di un piccolissimo giardino circondato da pareti vetrate che si può ammirare dalla zona relax all’interno del living.La copertura sopra l’albero è mobile, ovvero si può aprire e chiudere, sia perché l’olivo necessita di essere preservato dal freddo durante l’inverno, sia per poter ammirare il cielo dall’interno, di tanto in tanto.
Il loft al piano superiore è disegnato con la stessa logica spaziale dell’annesso. Le parti più intime sono racchiuse in piccole stanze: il bagno, le stanze da letto.Tutti gli altri ambienti trovano spazio in un ampio open space, in una sequenza di zone in cui le funzioni si differenziano con una precisa progressione: zona lavoro, cucina/pranzo, zona living.
Una struttura e un’organizzazione semplice, che non raccontano però abbastanza della bravura con cui l’architetto Veljico Oluic ha risolto il suo compito.
A lavori ultimati la casa si mostra in tutto il suo splendore e il rivestimento in facciata protegge gli interni da sguardi indiscreti.
Architetto: Veljko Oluic
Fotografo: Damir Fabijani
Città: Zagabria – Croazia

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