L'innovazione incrementale e l'architettura sostenibile industrializzata

Un nuovo sistema abitativo, denominato Shell House o Casa Armadillo per la sua forma particolare. Le aree di possibile mercato sono molte e spaziano da alloggi per villaggi turistici, a villette di vacanza, rifugi montani, aule scolastiche o ospedali d’emergenza, villaggi temporanei, mense per cantieri, ecc. Il sistema è facilmente assemblabile ed eventualmente facile da spostare e riutilizzare.

La volontà di innovare l’uso di prodotti esistenti, mediante trasferimento di tecnologie, apre il campo e la possibilità d’impiego di componenti edilizi ordinari. Lo studio Atelier 2 (Gallotti e Imperadori) di Milano ha sviluppato un sistema costruttivo industrializzato con Brianzaplastica, azienda leader nella produzione di sistemi isolanti poliuretanici per coperture.
Attraverso l’ausilio dello studio IDeA G di Milano, per il Coordinamen to Generale, e dello Studio Gian Pietro Imperadori per la progettazione strutturale e per il collaudo, questo progetto di innovazione implementare di un prodotto esistente (Elycop, un pannello sandwich curvo prodotto da Brianzaplastica) trasformato in un “sistema abitativo” si basa sull’utilizzo di materiali e attrezzature di qualità e di facile reperimento sul mercato.
L’obiettivo era studiare il design (inteso sia nell’accezione anglosassone di progetto tecnologico complessivo che in quella italiana di oggetto con caratterizzazione estetica) di un’architettura industrializzata, modulare ma concepita secondo tagli (e quindi target) differenti, estremamente flessibile nella libera definizione degli spazi interni e implementabile a partire da un concetto di componenti base attraverso l’aggiunta di ulteriori stratificazioni funzionali (quindi di prestazioni) come fossero optionals.
Le aree di possibile mercato di questo nuovo sistema abitativo, denominato Shell House o Casa Armadillo per la sua forma particolare, sono molte e spaziano da alloggi per villaggi turistici, a villette di vacanza, rifugi montani, aule scolastiche o ospedali d’emergenza, villaggi temporanei (su aree in diritto di superficie) eventualmente smontabili e ri-utilizzabili, mense per cantieri, ecc.
E’ inoltre possibile integrare con pannelli fotovoltaici o solari termici la scocca della Shell House (denominata poi Casa Armadillo) e spingere il concetto verso una casa totalmente autonoma energeticamente.
L’unità prototipo, totalmente costituita da prodotti esistenti sul mercato, può essere trasportata, montata (salvo le fondazioni che sono a plinti in c.a. o a platea) e – eventualmente – smontata con la massima rapidità quasi dovunque. Si tratta di un edificio a costruzione industrializzata stratificata a secco, costituito da un modulo base utilizzabile da solo o assemblato con altri simili a costituire spazi più articolati. Una struttura leggera e razionale, studiata per essere trasportata agilmente in container, riducendo al minimo ingombro e fatica.

Un metodo costruttivo razionale, rapido e vantaggioso per tempi e costi

Per ottimizzare il rapporto superficie–volume e per razionalizzare al massimo la costruzione, l’edificio è una carena semicilindrica di copertura isolata, in cui possono essere inserite finestre per tetti Velux con cupolini, tamponata sulle due testate da pannelli rettilinei sandwich (in cui sono inglobate finestrature apribili e porte) che vengono utilizzati anche per l’impalcato di calpestio.
Il risultato è un piccolo spazio carenato di 6,60 m x 8,00 m (eventualmente anche frazionabile in una sotto-unità minima di 6,60 m x 4,00 m oppure in due unità più lunghe da 12,00 e 16,00 aggiungendo di volta in volta una campata e dando luce agli spazi interni attraverso finestre per tetti VELUX).
Dal punto di vista costruttivo si è utilizzata la tecnologia stratificata a secco, poiché vantaggiosa per tempi di costruzione (quindi per i costi), utilizzando totalmente prodotti esistenti sul mercato, di derivazione industriale e normalmente usati per tipologie edilizie differenti (capannoni per esempio).
La struttura primaria è composta da archi a tre cerniere costituiti da profili ordinari HEA 120 su cui poggiano profili tubolari quadrati in acciaio a fare da travi “terzere”. Gli archi principali sono legati da una trave a terra ILS 200 che scarica su tre monconi ad incastro (saldati alla stessa trave nella sua lunghezza, agli estremi e in mezzeria).
Sopra queste travi maestre (che corrispondono ad ognuno degli archi principali portanti) poggiano travetti secondari ILS 140 che supportano l’impalcato, sospeso da terra e quindi ventilato, fatto di pannelli sandwich in acciaio e poliuretano da 80 mm di spessore complessivo. L’intero involucro esterno è costituito anche da pannelli di facciata sandwich da 80 mm e da pannelli curvi Elycop – Brianzaplastica (normalmente usati per edilizia industriale), che dallo spessore ordinario di 40 mm sono stati portati a 80 mm di poliuretano per aumentare le prestazioni termiche. Ogni pannello curvo è modulare e lungo la linea d’arco vengono disposte tre unità, una di colmo e due laterali con overlapping di lamiera all’altezza delle reni per dare tenuta ad aria e acqua.
Il kit architettonico è quindi riassunto in un “meccano” leggero, ma estremamente resistente in quanto calcolato sia per le azioni sismiche, ma soprattutto per quelle eoliche di massima intensità, secondo le norme italiane, che può essere trasportato tramite container a piè d’opera e poi montato in pochi giorni attraverso una squadra di normali carpentieri; lo stesso container usato per il trasporto diviene parte integrante dello spazio abitativo una volta allestita la Shell House.

AUTORE
Narghes Doust

Narghes Doust
Ingegnere Edile - Architetto. Dottoranda in Ingeneria dei Sistemi Edilizi presso il Dipartimento ...
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