Estensione di un edificio esistente e sfruttamento dell'energia solare passiva

Le serre bioclimatiche favoriscono lo sfruttamento dell’energia solare passiva. Sono spazi vivibili legati all’abitazione alla quale forniscono energia gratuita durante la stagione fredda. In estate vanno opportunamente schermate per evitare il surriscaldamento degli ambienti.

La volontà di sviluppare un concept di serra bioclimatica costituita totalmente da finestre per tetti è nata come sinergia fra VELUX Italia, lo studio Atelier2 (Gallotti e Imperadori Associati) e le attività all’interno del Corso di Progettazione e Innovazione Tecnologica del Politecnico di Milano – Campus di Lecco.
Si tratta di immaginare, secondo alcune possibili varianti combinatorie, un volume totalmente equipaggiato mediante finestre per tetti VELUX, debitamente dotate di schermature e protezioni, comandate direttamente dal sistema domotico Velux Integra. Ciò consente di realizzare estensioni di edifici esistenti (sia in verticale che in orizzontale) in grado di fornire un notevole guadagno termico invernale (grazie allo sfruttamento dell’energia solare passiva), evitando surriscaldamenti estivi.
Le città italiane sono in generale frutto di stratificazione architettonica di stili e tecniche costruttive. Ciò rappresenta uno dei valori estetici e tecnologici più evidenti del nostro Paese. Recuperare il valore del patrimonio immobiliare esistente del secondo dopoguerra, di ordinario valore, significa trasformarlo radicalmente, sia a livello bidimensionale che volumetrico, per arricchirlo di nuove prestazioni.
Il comportamento energivoro della maggioranza di questi edifici, che hanno prestazioni medie tra i 200 e i 300 kWh/mq anno con impianti obsoleti, è il vero buco nero energetico che grava sul delicato bilancio nazionale. Tali prestazioni sono di gran lunga lontane sia dai limiti minimi definiti dal protocollo Casa Clima di Bolzano che da altre normative regionali degne di menzione, come i valori imposti dal CENED in Lombardia, entrambe ben più significative della letargica legislazione nazionale.

Riqualificazione energetica del patrimonio edilizio

Costruire sul costruito, diviene una strategia che tende a unire la riqualificazione energetica del patrimonio edilizio a quella estetica che negli anni del boom edilizio (1960-70) venne totalmente trascurata a scapito della quantità realizzata.
Le serre bioclimatiche, in molti regolamenti edilizi caldeggiate e favorite ma inspiegabilmente in alcuni osteggiate e vincolate, temendone un uso speculativo che sarebbe invece facilmente controllabile, potrebbero essere ulteriormente favorite se le amministrazioni comunali lombarde e le commissioni edilizie ponessero più attenzione alla normativa regionale L.R. n° 39 del 21/12/2004 (Art. 4, comma 4) che spinge verso la realizzazione di questi spazi,
agevolandoli mediante lo scomputo delle volumetrie.
La Legge Regionale 21 dicembre 2004 n. 39 – Norme per il risparmio energetico negli edifici e per la riduzione delle emissioni inquinanti e climalteranti – cita testualmente:
Art. 4, comma 4: Le serre bioclimatiche e le logge addossate o integrate all’edificio, opportunamente chiuse e trasformate per essere utilizzate come serre per lo sfruttamento dell’energia solare passiva, sono considerate volumi tecnici e quindi non computabili ai fini volumetrici a condizione che siano progettate in modo da integrarsi nell’organismo edilizio nuovo o esistente e che dimostrino, attraverso i necessari calcoli energetici, la loro funzione di
riduzione dei consumi di combustibile fossile per il riscaldamento invernale, attraverso lo sfruttamento passivo e attivo dell’energia solare o la funzione di spazio intermedio.
A questo si può inoltre aggiungere il comma successivo che dice:
Art. 4, comma 5: I sistemi per la captazione e lo sfruttamento dell’energia solare passiva addossati o integrati agli edifici, quali pareti ad accumulo, muri collettori e captatori in copertura, sono considerati volumi tecnici e non sono computabili ai fini volumetrici.
E’ evidente che basterebbe un controllo sensato alle pratiche edilizie per evitare lo sfruttamento di tale norma in modo speculativo (magari mettendo le serre a nord), ma spesso si notano regolamenti edilizi estremamente penalizzanti che in taluni casi addirittura dissuadono a realizzare delle serre poiché troppo vincolanti in termini dimensionali (limitando la profondità in modo eccessivo) o addirittura prestazionali (alcuni impongono il vetro singolo per esempio) o di funzionamento (alcuni regolamenti impongono l’ingresso alla serra solo dall’esterno, facendola diventare una serra per fiori a tutti gli effetti e ben diversa dalle serre bioclimatiche nordiche).

AUTORE
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Marco Imperadori
Ingegnere, PhD, Professore Associato presso il Politecnico di Milano, titolare della cattedra di ...
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