
Un intervento di riqualificazione architettonica, formale ed energetica effettuato su un edificio storico in provincia di Bergamo e portato avanti con l’intento di raggiungere un elevato livello di comfort interno, limitando gli sprechi energetici e contenendo i costi di gestione.
L’intervento consiste nella riqualificazione architettonica, formale ed energetica di un edificio residenziale di origine contadina edificato agli inizi del ‘900 e situato nel centro storico di Albino (BG).
L’intento è quello di raggiungere un elevato grado di comfort degli ambienti interni, di limitare gli sprechi energetici e di contenere i costi di gestione, conferendo all’edificio un’architettura accattivante.
Gli obiettivi preposti sono stati raggiunti grazie a:
Le scelte architettoniche sono così riassumibili:

Si è scelto di utilizzare la tecnologia stratificata a secco realizzando per le parti di nuova costruzione una struttura in acciaio rivestita da strati con funzioni diverse.
Internamente la struttura è stata rifinita con gesso rivestito e all’esterno con cemento rivestito.
Fra i due strati, interno ed esterno, sono stati frapposti pannelli isolanti con ottime caratteristiche termiche e massive, barriere al vapore e intercapedini d’aria.
La stratificazione a secco è stata scelta per la praticità di posa, in grado di snellire e velocizzare le attività di cantiere e perché maggiormente integrabile con la situazione esistente.
La stratificazione a secco infatti prevede:

La ventilazione degli ambienti è di due tipi: ventilazione naturale e ventilazione meccanica.
La ventilazione naturale è stata progettata con un’attenta disposizione delle aperture e sfruttando le caratteristiche del moto dei fluidi, in particolare creando un volume vuoto che attraversa l’intero edificio e permette di sfruttare un effetto camino che genera un moto verticale e lento delle masse d’aria più calde interne.
Un impianto di ventilazione forzata a doppio flusso con recupero di calore, integra invece in modo meccanico la ventilazione naturale sopra citata.
La generazione di calore per il riscaldamento e la produzione di acqua calda sanitaria sono affidati a una caldaia a condensazione collegata a un impianto di riscaldamento a bassa temperatura radiante a pavimento. Tale impianto è integrato con l’ausilio di un sistema solare termico VELUX a circolazione forzata per la produzione d’acqua calda sanitaria, scelto per l’alta efficienza garantita, per l’integrabilità architettonica e per la sua compatibilità con il tipo di caldaia previsto. I risultati ottenuti permettono di coprire un fabbisogno di ACS del 98% e di evitare l’immissione in atmosfera di 2,24 t di CO2 all’anno.

Uno dei problemi maggiori riscontrati sull’esistente era dato dalla scarsa illuminazione naturale dovuta a numerosi aspetti come:
Le soluzioni adottate sono di due tipi:
Soluzioni tecnologiche – Soluzioni ad hoc per le chiusure vetrate:
Soluzioni architettoniche:

L’edificio è stato modificato architettonicamente anche per sfruttare maggiormente la luce solare per la produzione di energia elettrica attraverso un impianto fotovoltaico.
Si è così realizzato una sorta di alettone in sommità del tetto che permette di aumentare, in posizione favorevole (esposizione sud inclinazione 45°), la superficie di captazione solare.
L’impianto FV realizzato è da 20 mq, composto da pannelli a celle in silicio policristallino molto flessibile, leggero, integrato nella finitura esterna della copertura, che permette di generare una potenza di picco pari a 2400 Wp e di produrre un’energia annua di 2643 kWh/anno. Tale produzione permette di coprire il 73% del fabbisogno elettrico annuale di una famiglia tipo di 4 persone.
Il risultato conseguito con questo intervento classifica l’edificio in classe A per quanto riguarda gli standard di CasaClima con un consumo energetico di 21 kWh/m2 annuo e in classe A+ secondo i livelli CENED della Lombardia.
Paolo Carrara
Laureato presso il Politecnico di Milano, corso di Progettazione e Innovazione Tecnologica tenuto ...
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