Il piano di riqualificazione del quartiere si Santa Cecilia a Eboli

La riqualificazione del quartiere di Santa Cecilia a Eboli prevede la realizzazione di un nuovo Centro Polifunzionale dal recupero del vecchio Centro Commerciale. Il nuovo complesso sfrutta luce e ventilazione naturali e utilizza fonti rinnovabili e tecnologie per il risparmio energetico.

La riqualificazione dei quartieri periferici delle città è stata individuata da tempo come obiettivo prioritario nelle strategie operative di numerosi paesi europei. Nello specifico, il piano di recupero del quartiere di Santa Cecilia di Eboli, propone la progettazione di un complesso residenziale e commerciale, un nuovo disegno del percorso pedonale e ciclabile, la modifica della viabilità interna e un aumento dell’attrattività turistica della città.
L’ex centro commerciale di Eboli, edificio oggetto della riqualificazione, uno dei primi realizzati in Campania, è stato costruito con l’obiettivo di favorire lo sviluppo socio-economico del quartiere.
L’edificio presenta uno sviluppo planimetrico a forma di L, pertanto è composto da due stecche rispettivamente di 140m e 60m circa. L’intera zona è soggetta a un piano di riqualificazione che prevede la realizzazione di aree pedonali e la limitazione del traffico pesante solo lungo le vie principali. Raggiungere la zona è semplice anche in auto: si è fatto infatti ricorso al parcheggio già esistente sotto il centro commerciale per accogliere il maggior numero possibile di visitatori. Inoltre sono stati ricavati nuovi posti auto a raso sul versante sud-ovest.

Le scelte progettuali - lato est

La scelta di riqualificare l’ex centro commerciale è dovuta alla volontà di sfruttare tutte le potenzialità di questo piccolo nucleo urbano. La zona è attraversata da un flusso continuo di traffico proveniente da nord e sud della regione, soprattutto in estate, quando queste zone vengono attraversate dai turisti che si recano alla zona costiera vicina che dista circa 10 km. Avendo la forma di una L, l’edificio ha uno sviluppo lineare. Si individuano due prospetti principali: quello est e quello nord. Per il rivestimento delle due facciate si è scelto di dividere le due stecche anche a livello funzionale.
Nella parte a est si è scelto di alloggiare i seguenti ambienti:

Piano terra

  • area commerciale comprensivo di cinque esercizi commerciali con foyer e servizi anness
  • ristorante con barPiano primo

Piano primo

  • centro fitness
  • biblioteca/mediateca

Copertura

  • campo di calcetto a cinque, di pertinenza del centro fitness

All’interno del centro commerciale era stata prevista una scala mobile e per questo, strutturalmente, sono presenti dei buchi nei solai ai vari piani, in corrispondenza della scala. Non essendo stata ultimata, si è pensato di sfruttare le aperture come pozzi di luce, in modo da creare una sorta di piazza coperta.
Per ciò che riguarda il rivestimento esterno, si è deciso di non rimuovere i tamponamenti esistenti in prefabbricato, ma di aggiungere dei portali costituiti da un telaio di profili in acciaio a forma di rete, da rivestire con un sistema a verde rampicante. Con la tecnica rampicante si è potuto provvedere all’ombreggiamento delle superfici vetrate senza dover prevedere interventi aggiuntivi. Infatti le piante, con l’aumentare dell’altezza da terra, diradano la vegetazione in modo da garantire il corretto apporto di luce diurna durante tutto l’anno.

Scelte progettuali - lato nord

Nella parte rivolta a nord si è scelto di alloggiare:
Piano terra

  • scuola primaria
  • area amministrativa

Piano primo

  • scuola secondaria di primo grado
  • palestra di pertinenza dell’Istituto

In questo caso l’involucro è stato riprogettato completamente, rimuovendo i pannelli prefabbricati esistenti e ridisegnando le aperture verticali che si affacciano sui rispettivi prospetti nord e sud.
Data la lunghezza di quest’ultimi (oltre i 100 m) si è voluto giocare con i colori, utilizzando un rivestimento in lastre di ceramica, tutte uguali in altezza ma diverse in lunghezza, ottenendo una facciata che ricorda i mattoncini LEGO.
In copertura, nell’area sovrastante il centro fitness, è stato posizionato un campetto da calcio a 5 in erba sintetica, mentre il resto della copertura è stata destinata a tetto giardino. La nuova copertura della palestra è predisposta per l’installazione di pannelli fotovoltaici.
Data la presenza dell’impianto di scolo dell’acqua, si è pensato di recuperare le acque piovane, provvedendo al fabbisogno idrico dei giardini e dei sanitari.

Analisi delle geometria solare

Nella fase progettuale, si è cercato di sfruttare al meglio le risorse disponibili e ricorrere a fonti rinnovabili di energia.
Non potendo intervenire sull’orientamento dell’edificio, si è studiato quali fossero le scelte progettuali ottimali per la disposizione delle aperture vetrate, la collocazione di schermi solari o elementi captanti, che giocano un ruolo importante ai fini della sostenibilità, in quanto permettono di sfruttare al meglio una risorsa gratuita e rinnovabile come quella solare. La corretta progettazione richiede una conoscenza profonda e completa del clima locale e del sito.
Le condizioni di luce, l’esposizione di una facciata, la direzione del vento, sono aspetti da considerare nell’affrontare un progetto sia di nuova costruzione che di recupero o restauro di un vecchio manufatto.
Tali problematiche non si dovrebbero trascurare, affinché il lato estetico e funzionale risulti sempre legato al lato etico dell’utilizzo responsabile dell’energia, avendo sempre chiaro il concetto che un’architettura sostenibile non può essere esteticamente insostenibile.

Il benessere aeroilluminante

Il benessere aeroilluminante è fondamentale sia per il risparmio energetico sia per il comfort abitativo, soprattutto all’ultimo piano o in un ambiente mansardato, sottoposto a un irraggiamento solare maggiore.
L’uso di finestre per tetti consente di attivare un’adeguata aerazione dei locali attraverso apposite alette di ventilazione presenti nel serramento che permettono il ricambio dell’aria anche a battente chiuso. Il ricambio d’aria deve essere infatti garantito al fine di ottenere adeguate condizioni igienico-olfattive.
Per tutti gli ambienti all’interno del complesso che non possiedono affacci sui prospetti è stato necessario studiare un sistema di lucernari per poter garantire la corretta illuminazione.
Per ottimizzare lo sfruttamento della luce naturale sono state adottate soluzioni differenti:
Istituto comprensivo: area amministrativa, laboratori didattici, zone di sostegno, servizi igienici del personale A.T.A.
Queste zone non sono tutte allo stesso livello. Per sfruttare al massimo la luce solare e portarla dal livello in copertura al piano terra il sistema anidolico zenitale è sembrata essere la scelta più performante.
Si tratta di un condotto che, grazie ad una serie di specchi orientati a seconda delle esigenze, è in grado di portare la luce captata in zone differenti.
Istituto comprensivo: laboratori open-space, palestra.
La scelta è ricaduta su finestre per tetti, che ottimizzano lo sfruttamento della luce naturale.
Biblioteca/Mediateca
Per garantire il corretto apporto di luce naturale, nella zona di alloggiamento della scala mobile si è scelto di creare un pozzo di luce in grado di fornire luce sia all’area centrale della biblioteca che al foyer della zona commerciale sottostante.
Il corretto utilizzo delle finestre per tetti VELUX, inserite in un edificio ben isolato e costruito con tecnologia a secco, può aiutare a raggiungere un comfort ottimale con un utilizzo minimo di energia anche nei climi Mediterranei.
Le analisi effettuate mettono in evidenza la possibilità di ottimizzare lo sfruttamento della luce naturale ai fini del risparmio energetico e del comfort visivo, favorendo la penetrazione della radiazione solare diretta nel periodo invernale ed evitando che possa diventare causa di surriscaldamento nel periodo estivo, attraverso l’ausilio di meccanismi d’oscuramento del serramento.
Dalle analisi risulta che durante l’arco dell’anno, in tutte le ore della giornata, i locali del centro godono di un illuminamento naturale più che sufficiente. Anche i laboratori open-space, che hanno condizioni più sfavorevoli in quanto ricevono luce solo dal lucernario in copertura, hanno comunque un livello di illuminamento accettabile anche nelle ore più critiche.

Sistemi di schermatura

Per controllare gli effetti dell’irraggiamento, soprattutto durante il periodo estivo, si è pensato ad una soluzione di tende posizionate all’esterno dell’edificio.
I vantaggi principali derivanti sono: un maggior comfort a livello di luminosità e una valida protezione dall’effetto serra che si verifica quando i raggi del sole colpiscono direttamente il serramento, con un conseguente risparmio energetico.
Recenti studi ed applicazioni sulle facciate continue con doppia vetrata hanno dimostrato l’efficacia della funzione della tenda posta all’esterno del serramento, che crea un’ulteriore camera d’aria ventilata, evitando il surriscaldamento dei locali.
Per quanto riguarda le vetrate a tutt’altezza la soluzione adottata è quella dei frangisole ad inclinazione fissa.
La parte di edificio multifunzione adotta un sistema di schermatura differente. La facciata più esterna è costituita da una pelle verde, realizzata con una griglia di acciaio sulla quale crescono essenze rampicanti, creando così un fronte compatto per tutta la lunghezza dell’edificio.
Il sistema è permeabile dall’aria e dalla luce; le piante decidue permettono il passaggio della luce nei mesi più freddi, agevolando il benessere igrotermico invernale. Dalla stagione primaverile in poi la presenza del fogliame funge da schermatura solare.

AUTORE
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Pierpaolo Petrosino
Laureati presso il Politecnico di Milano, corso di Progettazione e Innovazione Tecnologica tenuto ...
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Software per simulazioni energetiche che utilizza il motore di calcolo IDA ICE di EQUA Simulation AB.

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