Analisi dell’opera: L'edificio di Holodeck

Un edificio situato a Klagenfurt, in Austria, viene idealmente spostato in Italia, nei pressi di Roma e riprogettato tenendo conto delle diverse condizioni climatiche, in un’ottica di miglioramento dell’efficienza energetica.

L’edificio è vicino al contesto urbano di Klagenfurt, adiacente ad un bosco. L’accesso avviene da nord, dove è posizionato l’autorimessa.
L’edificio si sviluppa su tre piani di cui uno interrato, con direzione dominante Nord-Sud particolarmente favorevole dal punto di vista energetico ma anche molto efficace dal punto di vista orografico.
Particolarmente curato è il rapporto di continuità tra esterno e interno e la connessione tra gli spazi interni.
La facciata a Sud è stata gestita tramite ampie vetrate, e la corte interna viene illuminata da un grande lucernario. L’accessibilità ai piani superiori avviene dalla corte interna. La scala a vista e i parapetti in vetro valorizzano il doppio volume.
All’interno il percorso al piano terra è lineare mentre al primo piano si organizza intorno al doppio volume formando una sorta di percorso circolare che mette in relazione i due livelli del medesimo piano. Grazie ad una scala ad L si accede al piano interrato.
La zona giorno è situata al piano terra, orientata verso sud ed entra in stretta relazione con l’ambiente esterno grazie alle ampie vetrate.
La distribuzione degli spazi è piuttosto semplice ed è costituita da un salotto aperto sulla corte interna e dalla sala da pranzo collegata alla cucina. Gli ambienti a nord non hanno molte aperture e sono spazi di servizio quali la dispensa, l’autorimessa e la lavanderia.
La scala a vista al centro dello spazio distributivo accede al piano superiore dove si trova la zona notte (tre camere da letto di cui una matrimoniale con connesso guardaroba e bagno) ed altri ambienti della zona giorno. Dalla camera matrimoniale si accede alla terrazza sul fronte sud.

Riprogettazione della parte di edificio interessata dall'intervento

La zona interessata dall’intervento riguarda gli ambienti rivolti a nord che non hanno molte aperture e sono spazi di servizio quali la dispensa, l’autorimessa e la lavanderia.
A seguito di un ipotetico trasferimento dell’edificio da Klagenfurt a Roma sono inoltre stati previsti piccoli interventi di riqualificazione energetica utili al potenziamento del livello di illuminamento naturale e allo sfruttamento dell’energia solare termica.
Si è scelto di aumentare la luminosità in due locali del primo piano, posizionati nella zona a Nord dell’edificio: la biblioteca, posizionata a Nord-Ovest, e lo studio, posizionato a Nord-Est.
Si è creato per entrambi una serie di finestre nella copertura, tre nel primo caso e due nel secondo.
Inoltre si è creata una nuova falda sulla biblioteca, della medesima pendenza di quella sullo studio, per poter utilizzare la luce diretta.
É stata eliminata la finestra laterale nello studio, in quanto con la creazione della nuova falda non c’è più lo spazio necessario. Inserimento di collettori solari a fianco delle finestre nella copertura.
Sono stati inoltre inserite delle finestre apribili nella copertura della corte, per facilitare lo scambio d’aria.
Le finestre in falda sono perfettamente complanari e integrate al manto di copertura. In abbinamento alle finestre per tetti sono stati aggiunte due batterie di collettori solari termici per l’alimentazione dell’impianto di riscaldamento a pavimento e per la produzione di acqua calda sanitaria. I collettori solari sfruttano la modularità delle finestre.

Dopo l’intervento: ventilazione naturale e luce naturale

Le piccole finestre delle stanze a Nord, progettate per il clima rigido di Klagenfurt, non sono sufficienti a ottenere un’adeguata ventilazione naturale e un adeguato sfruttamento del raffrescamento notturno.
Grazie all’apertura delle finestre in falda si riesce ad aggirare agevolmente il problema permettendo all’edificio di avere un’adeguata performance energetica anche dopo l’ipotetico trasferimento nella città di Roma.
Grazie alle finestre in falda, infatti, è possibile ottenere un totale ricambio dell’aria in meno di 6 minuti (dati ottenuti grazie modelli sperimentali sviluppati dal dipartimento A.B.I.T.A.) con un conseguente risparmio sui costi di climatizzazione estiva.
Per quanto riguarda l’illuminazione naturale, le sole finestre sottogronda dei due locali a nord non garantiscono un livello di illuminamento sufficiente.
Le aperture inserite sulla copertura permettono di illuminare naturalmente anche gli ambienti a nord sfruttando al meglio la luce zenitale. Dopo l’intervento questi due ambienti diventano i più luminosi dell’edificio.

I progettisti

Holodeck architects (Marlies Breuss, Michael Ogertschnig)
Studio di progettazione fondato nel 1998 a Vienna e Berlino.
Il nome dello studio è, tradotto, ponte ologrammi (Simulatore Ambientale Olografico detto anche holodeck).
Un oggetto che permette di ricreare scene molto realistiche con l’aiuto di campi di forza, sistemi di proiezione e tecniche di riproduzione sonora molto sofisticate (da http://it.wikipedia.org/wiki/Holodeck ).
Anche dal nome si evince una volontà di ricerca avanzata e nuovi ambiti di sperimentazione.
I responsabili sono gli Arch. Marlies Breuss e Michael Ogertschnig, laureate con diploma in Architettura presso il Technical University of Vienna.
Marlies Breuss completa i suoi studi con un master presso la Southern California Institute of Architecture – SCIArc a Los Angeles.
In seguito ha collaborato diversi anni con l’Institute for Housing and Design del TU Vienna.
Michael Ogertschnig ha proseguito gli studi post-laurea presso l’IAAS/MACBA a Barcellona.
Tra gli esempi di opere realizzate e concorsi si ricorda:
- Hall 01 in St.Veit/Glan, edificio industriale (2000)
- Floating house a Siegenfeld. Casa privata (2004)
- Headquarters ma48 a Vienna. Uffici in struttura a torre (2002-2005)

http://www.holodeck.at/

http://www.architecture-page.com/it/people/profiles/holodeck-architects/

AUTORE
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Università di Ferrara
All’interno dei Corsi integrati di Rilievo e Tecnica della Rappresentazione dell’Architettura della Facoltà ...
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