Il quartiere oggetto del recupero e gli edifici

Lo studio in questione prende in considerazione un quartiere della città di Verona che si trova entro le mura antiche magistrali e in prossimità dell’ingresso di Porta Palio. L’intervento proposto prende in considerazione le problematiche rilevate cercando di trovare e suggerire soluzioni e strategie applicabili non solo al caso di studio, ma alla moltitudine dei quartieri presenti sul territorio.

In Italia, la Legge di Stato n° 622 del 1996 promuove i piani di recupero edilizio e di ristrutturazione urbana denominati contratti di quartiere, finanziati con lo scopo di migliorare la qualità del vivere.
Lo studio in questione prende in considerazione un quartiere della città di Verona che si trova entro le mura antiche magistrali e in prossimità dell’ingresso di Porta Palio.
La zona è servita a Sud dalla Circonvallazione Maroncelli, una strada ad elevata percorrenza, è definito a Nord-Ovest dalla Via Massimo d’Azeglio, a Sud-Est dalla via Silvio Pellico e a Nord dalla Via Aurelio Saffi.
Si tratta del quartiere S. Bernardino, il cui nome trova origine dal monastero posto nelle immediate vicinanze, affiancato sulla Via Silvio Pellico da una caserma militare americana e sulla Via Massimo d’Azeglio da un convento.
Il quartiere è composto da diversi lotti, che presentano caratteristiche morfologiche e tipologiche simili. Gli edifici oggetto del presente studio sono sei, con datazione diversa che va dal 1928 al 1954 e per la maggior parte sottoposti a vincolo. Tutti presentano una pianta rettangolare, sono disposti attorno ad una corte comune ad uso esclusivo dei residenti e si sviluppano per 5 piani fuori terra, di cui l’ultimo adibito a sottotetto non abitabile.
La tecnologia costruttiva è tradizionale muratura mista – laterizi e pietra di Avesa (pietra locale a matrice friabile) – e il sistema strutturale è basato su muratura perimetrale e setto centrale portanti. La copertura a capriate con testate a padiglione ha orditura in travi lignee con manto in coppi.
L’analisi complessiva ha rilevato deficit di varia natura fra cui, soprattutto, carenza di servizi di prima necessità e obsolescenza tecnologica e funzionale dei singoli edifici.L’intervento prende in considerazione le problematiche rilevate cercando di trovare e suggerire soluzioni e strategie applicabili non solo al caso di studio, ma alla moltitudine dei quartieri presenti sul territorio.
La diversificazione di utenza che si è creata negli anni (studenti, immigrati, single, lavoratori fuori sede, piccole famiglie, anziani, portatori di handicap) induce al bisogno di alloggi con tagli dimensionali differenti, flessibili ed adattabili a sempre più fequenti cambi di usi e modi di vita.
Al problema dell’utenza si devono sommare il degrado generalizzato dell’involucro esterno degli edifici, la scarsa tenuta dei serramenti, la mancanza di box auto, la presenza di barriere architettoniche, la messa in sicurezza dei collegamenti verticali, la precarietà degli impianti.

Addizione e sottrazione di volumi

Si è deciso di sottrarre volume laddove superfluo, per addizionare spazio abitabile in maniera intelligente.
Tale processo ha permesso di ricreare un’architettura nuova con caratteri riconoscibili e ben delineati, senza perdere di vista la contestualizzazione dell’intervento. Sono stati scelti colori, forme e texture tipiche della città e della cultura locale. Le strategie scelte hanno portato alla creazione di sistemi incrementali: nuove strutture, di dimensioni variabili, che si aggregano all’edificio esistente dotandolo di volumi addizionali, la cui destinazione e conformazione derivano dall’analisi funzionale-spaziale degli spazi esistenti.
Tali sistemi sono:

  • cellule d’espansione abitativa
  • collegamenti verticali a torre (scale e ascensori)
  • ballatoi per i collegamenti orizzontali della nuova distribuzione degli alloggi
  • incrementi in copertura come rimodellazione del sottotetto abitabile e monolocali in sommità all’edificio

I sistemi incrementali possono essere utilizzati in tutte le tipologie di edilizia residenziale (edifici in linea, a torre, a corte o a ballatoio), indistintamente dalla tecniche costruttive impiegate (prefabbricazione o tecnologie tradizionali).
Da non trascurare il giunto d’interfaccia tra l’incremento volumetrico e il manufatto esistente; la connessione deve essere studiata attentamente, caso per caso. È possibile diversificare i tamponamenti, le chiusure orizzontali, le finiture interne, le aperture, i sistemi d’oscuramento dei singoli sistemi incrementali. È importante ricordare che i diversi elementi d’espansione, le tipologie di rivestimento e d’oscuramento, dipendono dall’esposizione e dalle condizioni al contorno.

tipologie di sistemi incrementali

Come si è detto i sistemi presi in esame sono:

Cellule d’espansione
Eliminando i balconi, nel caso degli edifici non sottoposti a vincolo architettonico in facciata, si è pensato di ricreare delle nuove strutture indipendenti in acciaio, con fondazioni autonome che si aggregano al costruito esistente. Queste cellule risultano flessibili e adattabili, per diventare all’occorrenza balconi, verande o spazi chiusi e protetti contigui all’alloggio.
Rimodellazione del sottotetto e incrementi in copertura
Si è sostituita la copertura tradizionale con un nuovo volume dalla forma carenata, a ricordare le forme tonde e perfette del Palladio, come nella Basilica di Vicenza o nella vicina Chiesa di San Zeno.
È stato anche studiato un volume addizionale particolare come monolocale energeticamente autosufficiente. Entrambi i volumi presentano una struttura leggera in acciaio che scarica il peso sulle murature perimetrali portanti.
Collegamenti verticali (ascensori e scale)
Sono state sostituite le scale interne con nuovi collegamenti verticali affacciati sui ballatoi. Questi ultimi collegano i sei manufatti con un sistema di passerelle e ponti, creando anche un paesaggio suggestivo verso la corte interna.
Altri interventi
Altri interventi hanno riguardato l’introduzione di un piccolo centro commerciale a cavallo tra due edifici, la riprogettazione della corte-giardino e la pedonalizzazione di una delle strade che delimitano il lotto, come inizio di un percorso ciclo-pedonale che collega il quartiere al centro della città e limitrofo al Parco delle Mura. Le scelte costruttive sono state indirizzate verso tecnologie leggere con tecnica struttura/rivestimento) a secco, diverse rispetto al tradizionale impiego di laterocemento e molto adatte nel caso di interventi di recupero, grazie al limitato peso degli elementi costruttivi (1/8 rispetto alle costruzioni ad umido). La tecnica di recupero S/R è proponibile come esempio di tecnologia organica che consente di superare la staticità dell’edificio al fine di proteggere l’esistente e implementarlo attraverso il ripristino delle prestazioni perse nel tempo o addirittura mai presenti.
Si tratta di tecniche costruttive a prevalente fissaggio meccanico, quindi eventualmente reversibili grazie al loro facile smantellamento. In Italia la maggior parte degli edifici di civile abitazione è realizzata attraverso tecnologie costruttive a umido, quindi aggiungere ulteriore peso alla struttura non è una scelta opportuna; bisognerebbe piuttosto evitare ulteriori sollecitazioni su solai, travi, pilastri e soprattutto sulle fondazioni.
Se la prima problematica da considerare è la sicurezza statica dell’edificio, i sistemi S/R sono la risposta. La tendenza è quella di conservare integralmente il manufatto esistente, procedendo al rivestimento delle sue parti. Smontabilità degli strati, ispezionabilità delle intercapedini e modularità, sono caratteristiche che aggiungono valore al bene immobile.

Recupero dei sottotetti

Le coperture degli edifici, sia in caso di nuova progettazione che in caso di interventi di recupero e riqualificazione, si presentano sempre più spesso per progettisti e costruttori, come occasioni concrete di definizione di nuovi spazi abitativi, dotati di crescente fascino morfologico.
Nuovi spazi che meritano nuove tecnologie realizzative supportate da verifiche progettuali al passo con i tempi e con i quadri normativi sempre più severi.
Il nuovo sottotetto propone un’architettura sostenibile, diretta al risparmio energetico dell’appartamento, con sistemi sia attivi che passivi per la captazione dell’energia solare e per lo sfruttamento della ventilazione naturale.
La copertura viene concepita come un meccano in cui ogni componente è industrializzato e reperibile sul mercato, dove si esplica la propria fantasia compositiva e la propria perizia tecnica per la collazione di prodotti certificati e garantiti più che per la creazione di un pezzo unico, economicamente costoso e prestazionalmente non altrettanto garantibile. Abitare o rendere abitabile un sottotetto significa principalmente risolvere, oltre a necessarie problematiche compositive ed estetiche sia in¬terne che esterne, problematiche di carattere igienico, igrotermico e illu¬minotecnico. Per il sottotetto sono stati adottati alcuni sistemi tecnologici, in particolare il sistema passivo per l’involucro, puntando l’attenzione alla tecnologia degli edifici a basso consumo energetico con importanti spessori di isolamento. Per il sistema attivo si è invece ricorsi all’impiego di collettori solari per il riscaldamento dell’acqua sanitaria di ciascun appartamento. I collettori solari utilizzati sono prodotti da VELUX e presentano una struttura che si integra perfettamente con la copertura ed è esteticamente del tutto simile alle normali finestre per tetti.

Monolocale energeticamente autosufficiente

Si è voluto progettare un sistema incrementale particolare, nel quale si è sperimentata quella che è stata definita “innovazione di prodotto” e a cui è stato assegnato il nome di Elitre (Elaborazione di un Locale Incrementale con Tecnologie a Risparmio Energetico), per la forma delle serrande oscuranti che assomigliano alle ali indurite dei coleotteri.
Si tratta di un monolocale di 36 mq con una forma studiata nel dettaglio e definita secondo criteri precisi di sostenibilità e di costruibilità.
La forma trapezoidale nasce dalla volontà di realizzare un alloggio con elementi industriali standardizzati quali le finestre per tetti VELUX, inserite con inclinazioni variabili secondo le falde del tetto e di impiegare collettori solari in grado di soddisfare l’esigenza di riscaldamento dell’acqua sanitaria.
Numerose sono state le accortezze utilizzate, tra qui:

  • il tamponamento opaco del prospetto a N-E;
  • l’oscuramento e la schermatura delle superfici completamente vetrate per evitare il surriscaldamento interno del monolocale.

Nella fascia bassa dei prospetti sono stati montati i collettori solari in grado di ricevere la luce del sole per ogni inclinazione dei raggi solari. In particolare si è studiata l’inclinazione dei raggi nei mesi di giugno e dicembre, per verificare al meglio il beneficio del collettore e degli oscuranti.
In tema di sostenibilità si è scelto di recuperare le acque meteoriche, collocando intorno alla copertura un sistema di canalizzazione dell’acqua. Come oscuranti sono state impiegate delle serrande che scorrono su una doppia guida, sono movimentate dal sistema motorizzato e composte di pannelli di lunghezza 5,20 m e di altezza 0,25 m, con spessore di 40 mm. Questi pannelli sono coibentati e irrigiditi con schiuma poliuretanica ad alta densità (40 Kg/m3), mentre il rivestimento esterno del pannello è in rame preossidato.
La motorizzazione delle serrande che regolano l’apporto luminoso per il mini-alloggio può essere affidata ad un motore come quelli utilizzati per portoni sezionali di capannoni industriali.
Le peculiarità di questo automatismo sono la flessibilità di posizionamento, l’elevata potenza, l’assoluta versatilità di comando. Si è deciso di posizionare il motore nell’intercapedine della copertura. Oltre ad essere protetto da polveri e intemperie, il motore è ispezionabile per necessità di manutenzione.

Investimenti e risparmio energetico

Investire tempo in una progettazione intelligente, facendo attenzione all’esposizione solare e ai guadagni termici, posizionando opportunamente i serramenti, facendo uso di ventilazione naturale e impiegando intercapedini, contribuisce alla riduzione dei costi complessivi.
Una progettazione accurata riduce lo spreco di materiali, permette risparmi energetici e riduzioni di emissioni di sostanze inquinanti nell’ambiente.
Nel caso in esame ci si è focalizzati su:

  • l’orientamento delle facciate con l’impiego di oscuranti (verde rampicante)
  • la ventilazione naturale con ricambio d’aria continuo (alloggi con doppio affaccio)
  • lo sfruttamento della massa inerziale dei tamponamenti come accumulatore di calore
  • l’uso di serramenti con vetrocamera a bassa emissività, e tecnologicamente all’avanguardia per quanto riguarda i sistemi di apertura, che consento ventilazione continua anche a finestra chiusa

Per gli appartamenti posti nel sottotetto, vista la posizione e considerando la copertura come la quinta facciata dell’edificio, quindi quella maggiormente esposta a carichi esterni (intemperie, sole, neve, vento), si è scelto di progettare un tamponamento con intercapedine dotata di bocchette apribili.
In questo modo è possibile ottenere d’inverno uno strato di aria ferma che incrementa la resistenza termica del tamponamento e d’estate una facciata ventilata che permette il naturale raffrescamento delle pareti esposte all’insolazione. L’arte della costruzione stratificata a secco permette prestazioni globali che hanno, in cambio di una minima richiesta di energia per la realizzazione e gestione dell’edificio, un grande valore ecologico con riduzioni sull’impatto ambientale di non poco conto.
per contro, interventi realizzati con queste tecnologie possono presentare un costo extra del 3%-6% rispetto ai normali parametri, dovuto soprattutto al fatto che il progetto merita uno studio ingegneristico più attento. Tale costo risulta però trascurabile se vediamo i vantaggi ottenibili nel tempo soprattutto in termini di manutenzione e risparmio energetico.

AUTORE
logo_politecnico_milano

Pozzoni Emanuel e Vivian Amalia Siriana
Laureati presso il Politecnico di Milano, corso di Progettazione e Innovazione Tecnologica tenuto ...
tutti gli articoli »

ENERGY INDOOR CLIMATE VISUALIZER

Software per simulazioni energetiche che utilizza il motore di calcolo IDA ICE di EQUA Simulation AB.

scopri di più »
ARTICOLI CORRELATI
loft_urbano_3

Un loft urbano

27/09/2012
continua »
ampliamento_hotel

Ampliamento di un hotel con piscina e centro benessere

29/03/2012
continua »
solhuset_esterno

Un edificio a impatto zero che produce più energia di quanta ne consuma

28/03/2012
continua »