Obiettivi dell'intervento e potenziamento delle prestazioni termiche

L’intervento è collocato a Milano, nella periferia sud. Un tempo si trattava di un’area satellite occupata interamente da industrie che sono oggi oggetto di riqualificazione e trasformazione d’uso, per cui il vecchio tessuto produttivo è oggi destinato a diventare un nuovo segmento vivo della città.

L’obiettivo dell’intervento è la riqualificazione di un immobile costruito alla fine degli anni ’30, costituito da un corpo di fabbrica principale che si affaccia su Via Venosta e Via Zumbini e da alcuni volumi pertinenziali che un tempo occupavano il cortile del lotto d’intervento e che sono stati demoliti.
Grazie alla SLP ricavata dalla demolizione degli edifici di pertinenza e grazie ai bonus volumetrici che il comune di Milano concede per interventi edilizi ad alte prestazioni energetiche, si è riusciti inoltre a realizzare un piccolo edificio per uffici a un solo piano, su pilotis, che protegge 14 parcheggi al piano terra.
Il progetto si è concentrato sul potenziamento delle prestazioni termiche della facciata, la sostituzione dei serramenti e il rifacimento del tetto con inserimento di finestre per tetti VELUX, mantenendo però invariato l’aspetto degli affacci su strada per salvaguardare la memoria storica dell’edificio.
La scelta dei progettisti di lavorare il sottotetto come fosse la vera facciata principale dell’edificio appare evidente osservando la progettazione integrata fra architettura e struttura che ha portato a una soluzione di grande fascino e praticità. Copertura e soppalchi diventano una cosa sola grazie alla concezione di capriate metalliche spettacolari.
La luce ai livelli più alti giunge in maniera combinata sia dalle aperture verticali esistenti riqualificate, sia da nuove finestre per tetti in grado di amplificare l’apporto di luce naturale e consentire ventilazione naturale sfruttando le doppie altezze che si creano tra l’ultimo livello a solaio e quello dei soppalchi.

Il progetto di recupero dei due volumi

Il progetto di recupero via Zumbini è articolato in due volumi separati ospitanti locali ad uso ufficio.
Il blocco principale identifica il volume storico che occupa il lotto; esso è organizzato su tre livelli, l’ultimo dei quali soppalcato grazie a un’ardita struttura di copertura (una sorta di capriata polonceau con solaio) per una superficie totale di circa 1.600 mq.
Il corpo di fabbrica ospita cinque uffici a ogni livello per un totale di 15 spazi lavoro con superfici che vanno dai 90 ai 130 mq. Ai locali collocati al piano terra si accede direttamente dal cortile mentre ai piani superiori si arriva per mezzo del vano scala esistente collocato su via Zumbini. Qui è stata costruita una nuova scala esterna che conferisce monumentalità al prospetto pur essendo semplicemente in acciaio zincato. Si può accedere ai piani superiori anche grazie a un ascensore che conduce ad un ballatoio. Questo serve tutti i locali posti al primo e al secondo piano.
Il volume minore, costruito totalmente ex novo, è rialzato di un piano dal suolo per mezzo di pilotis. Sotto ad esso sono stati ricavati i posti auto.
Il volume è disposto parallelamente a quello principale e ospita due uffici di 80 mq serviti da una scala d’accesso privata. Gli ambienti realizzati sono caratterizzati da uno spazio di lavoro open space a doppia altezza soppalcato che si adatta alle esigenze di artisti, illustratori e designer, per cui sono pensati gli spazi.

Demolizione, ricostruzione e tecniche costruttive

Per la realizzazione del corpo più piccolo si è scelta la tecnica costruttiva stratificata a secco, mentre per il recupero del corpo principale si è applicata la stessa tecnica alla struttura esistente massiccia in mattoni e calcestruzzo, aggiungendo una nuova copertura in acciaio opportunamente controventata.
Dopo la demolizione delle superfetazioni del cortile, che attorniavano il corpo principale durante gli anni del suo esercizio, il primo intervento sul manufatto ha riguardato la rimozione di tavolati interni, serramenti, rivestimenti, muratura perimetrale non portante, manto di copertura e struttura del tetto, lasciando così nudo lo scheletro strutturale dell’edificio costituito da pilastri in cemento armato al piano terra e in mattoni pieni al piano primo e secondo con travi a T in CA di luce pari a circa 12 m.
Una volta demolita la vecchia correa di sommità su cui posavano capriate lignee ammalorate, si è passati alla fase di realizzazione delle nuove opere.
Si è quindi realizzata una nuova correa sommitale in CA sulla quale sono state posate capriate tipo polonceau, ideate dall’Ingegner Marco Clozza, in tubolari metallici e arcarecci che sorreggono il pacchetto di copertura mentre i soppalchi, così come le scale interne che li collegano al piano secondo, sono appesi alle catene di queste capriate.
In questo modo tutto il peso della nuova struttura composta dal tetto, dai soppalchi e dalle scale, grava esclusivamente sulla correa di bordo e quindi scarica sui pilastri esistenti in mattoni pieni, senza caricare ulteriormente le travi a T in CA.
Ciò consente anche di ottenere uno spazio più aperto e flessibile sotto i soppalchi, evitando una selva di pilastrini che sarebbe stata inopportuna.

Recupero conservativo del corpo principale e miglioramento delle prestazioni

Per quanto riguarda gli orizzontamenti del corpo principale si è optato per una scelta conservativa volta ad adeguare la struttura esistente, costituita da travetti di legno e assito in doghe di larice, alla normativa vigente, mediante il rinforzo dei solai con una struttura in carpenteria metallica, posta al di sotto dei travetti in legno e appoggiata alle esistenti travi a T.
La volontà dei progettisti è quindi di lasciare vedere, quando possibile, la testimonianza preesistente, rinforzarla e considerare il costruito come un palinsesto in divenire.
Per raggiungere alte prestazioni di isolamento acustico tra i livelli è stato realizzato, al di sopra dell’assito esistente, un sottofondo leggero in sughero poi completato da uno strato di pannelli OSB da 20 mm e da un pavimento in parquet industriale in legno di rovere incollato. I piani di calpestio dei soppalchi all’ultimo piano sono invece stati realizzati interamente a secco impiegando lamiera grecata e pannelli OSB su cui è stato posato lo strato finale di calpestio sempre in parquet industriale.
Per quanto riguarda i tamponamenti, si è scelto di rivestire con un cappotto in polistirolo sp.100 mm, successivamente intonacato, le murature massicce perimetrali esistenti che si affacciano su Via Zumbini e Via Venosta, mentre i nuovi tamponamenti, che affacciano sul cortile interno, sono stati progettati secondo i dettami della costruzione stratificata a secco, così da offrire ottime prestazioni di isolamento termico.
Per questo motivo, grazie alla velocità di applicazione e alle sue qualità termiche, si è scelto di impiegare pannelli sandwich poliuretanici di spessore 100 mm con un valore di trasmittanza U pari a 0.2 W/m2K. I pannelli sono posati verticalmente per mezzo dell’avvitatura a una sovrastruttura metallica posta in aderenza ai pilastri esistenti e, grazie all’elevata qualità estetica della loro finitura, non hanno richiesto ulteriori rivestimenti di facciata.
Per garantire adeguate prestazioni di sfasamento termico ed evitare la formazione di condensa interstiziale, la stratigrafia della chiusura verticale è composta, dall’interno verso l’esterno, da una doppia lastra di gesso rivestito con barriera al vapore e da un materassino in lana di roccia che ha anche funzione di assorbimento e isolamento acustico.
I controsoffitti dei piani terra e primo del blocco principale sono stati realizzati con moduli 60×60 pre-isolati. I bagni sono stati rivestiti con una carta da parati in fibra di vetro opportunamente protetta con vernice a base di resina. Tutti i serramenti esterni sono in alluminio verniciato e completati da imbotti in Alucobond.

Realizzazione del nuovo blocco

Per ciò che riguarda il nuovo blocco dirimpetto all’esistente si è sfruttata la SLP dei volumi preesistenti demoliti, all’interno dell’area di progetto e si è sfruttato il bonus per le costruzioni ad alta efficienza energetica.
Il nuovo volume è realizzato totalmente a secco, rialzato dal terreno per dare spazio ai 14 posteggi collocati al piano terra. La struttura primaria è costituita da uno scheletro di travi e pilasti in acciaio poggianti su fondazioni in CA, opportunamente controventati e fissati al muro confinante.
Tutti i tamponamenti del volume, compreso il solaio soprastante i posteggi, sono stati realizzati in pannelli sandwich coibentati con schiuma poliuretanica.
Le pareti perimetrali hanno la stessa stratificazione utilizzata per la facciata interna al cortile del blocco principale, a completare il nuovo aspetto architettonico della corte, moderno e con tonalità cromatiche silver.
Di notevole interesse risulta l’uso del pannello sandwich in una posizione delicata come la copertura dei posteggi, grazie alla presenza di schiuma poliuretanica PUR autoestinguente che riesce a rispondere ai restrittivi requisiti di resistenza e reazione al fuoco imposti dagli euro codici.
All’intradosso del solaio è realizzato un controsoffitto con isolamento in lana di roccia e doppia lastra di cartongesso REI 60. Il solaio è stato realizzato con pannelli grecati (sp. 100 mm) con la parte nervata posta superiormente, in modo da poter sfruttare le valli superiori per il passaggio degli impianti. Sulla cresta della greca sono stati posizionati dall’alto verso il basso: un pannello di legno ricomposto OSB sp. 20 mm, una barriera al vapore e uno strato di cartonfeltro bitumato su cui è fissata una stuoia in mescola di gomma ossidata e granulato di sughero, impregnata con lattice, il cui scopo è evitare il trasferimento acustico dei rumori da impatto.
Il rivestimento del pavimento è in parquet industriale incollato, mentre il piano di calpestio dei soppalchi dell’ultimo piano è stato realizzato con lamiera grecata, pannelli OSB e parquet incollato. Il pacchetto di copertura rappresenta un ulteriore impiego innovativo del pannello sandwich poliuretanico in quanto il pannello grecato di sp. 80 mm supporta un sistema di copertura a tetto verde estensivo che, assieme allo strato in lana di vetro ad alta densità posto all’intradosso del pannello sandwich, aumenta l’inerzia termica del pacchetto complessivo.
Le partizioni verticali interne sono state realizzate a secco con superfici in gesso rivestito, supportate da un’intelaiatura di montanti e traversi presso piegati in acciaio, completati, ove necessario, da opportuni strati di isolamento acustico.

L'approccio conservativo nel risanamento delle strutture

Il progetto di uffici in via Zumbini riorganizza razionalmente e tecnologicamente un immobile che, sebbene inserito in un contesto urbano di scarso pregio architettonico, è caratterizzato da eleganti proporzioni e da una struttura portante in buono stato di conservazione.
La soluzione proposta è caratterizzata da un approccio conservativo nel risanamento delle strutture esistenti e sperimentale nella ricostruzione delle nuove strutture, che combina tecniche costruttive economiche, ma dotate di altissime prestazioni termiche, acustiche, di reazione e resistenza al fuoco dei pacchetti studiati.
In definitiva un intervento elegante, sobrio, ma ricco di spunti creativi sia dal punto di vista architettonico che tecnologico che strutturale.
Connotare la periferia, ormai priva di contenuti produttivi e in gran parte abbandonata, con nuove funzioni, significa creare dei luoghi e questo è il risultato seminale dell’intervento di Studiometrico che per molti versi è paradigmatico circa l’approccio a edifici simil e a brandelli di città che vengono così ricuciti.

Team di progetto

Location: Via Zumbini 29, Milano
Committente: Immobiliare del Nord S.p.a.
Progetto architettonico, definitivo, esecutivo e direzione lavori: Lorenzo Bini – Studiometrico
Consulenza alla progettazione: Prof. Gennaro Postiglione
Progetto strutturale: Ing. Marco Clozza – Atelier LC
Progetto impiantistico: Ing. Andrea Smaniotto – As Studio
Consulenza illuminotecnica: Rossi Bianchi Lighting Design

AUTORE
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Marco Imperadori
Ingegnere, PhD, Professore Associato presso il Politecnico di Milano, titolare della cattedra di ...
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