Il progetto per la costruzione di una scuola materna bioclimatica

Il progetto prevede la realizzazione di una scuola materna a Lecco, costruita secondo criteri di risparmio energetico e ottimizzazione delle risorse. Elementi cardine dell’iter progettuale sono la definizione dell’uso della luce naturale e l’orientamento dell’edificio, entrambi improntati alla ricerca di soluzioni tecnologiche atte a minimizzare il fabbisogno di energia dell’edificio.

Il progetto E.L.I.C.A. (Energia e Luce In Campo Architettonico) prevede la costruzione di una scuola materna localizzata nell’area Ex-Garabuso, a Lecco.
L’edificio integra i concetti peculiari della progettazione bioclimatica all’interno di un’architettura dinamica e attenta alle esigenze dell’utenza.
La scuola, concepita per ospitare circa sessanta bambini, si colloca all’interno di un’area morfologicamente complessa: essa risulta infatti molto ampia, ma sfruttabile solo in parte, a causa dei forti dislivelli altimetrici che la caratterizzano.
Da qui nasce l’idea di posizionare l’edificio sulla sommità del declivio, soluzione che concilia esigenze di carattere logistico con la volontà di garantire all’organismo edilizio un’esposizione solare ottimale.
Parte dell’edificio si sviluppa in ipogeo, ovvero sotto terra e viene inoltre garantita una forte inerzia termica al pacchetto di copertura, tramite l’utilizzo di un tetto verde.

Uso della luce naturale e orientamento

Il rapporto con la luce può essere considerato l’elemento cardine dell’iter progettuale che, mediando fra esigenze estetiche ed energetiche, è stato costantemente improntato alla ricerca di soluzioni tecnologiche atte a minimizzare il fabbisogno di energia dell’edificio.
Proprio per questo motivo, sin dalle prime fasi di studio, è stata attribuita una notevole importanza alla scelta dell’orientamento dei volumi in progetto, al fine di garantire il massimo sfruttamento dell’energia solare nel periodo invernale. Per i periodi più caldi dell’anno è stata prevista un’efficiente schermatura, a protezione delle radiazioni solari.
In quest’ottica, sono da interpretarsi le scelte distributive adottate in fase progettuale, che prevedono la collocazione dei locali di servizio a Nord, con il fine di creare un filtro termico nei confronti delle parti dell’edificio che ospitano le aule e gli spazi comuni a servizio dei bambini.
Questi sono costituiti da tre aule e da un ampio spazio polivalente, caratterizzato da una grande vetrata, che, all’occorrenza, può essere completamente aperta, creando una continuità spaziale fra l’interno e l’esterno dell’edificio.
Il volume di ingresso, che si sviluppa su doppia altezza, ospita anche, nella sua parte superiore, gli uffici amministrativi della scuola.
Il volume d’ingresso è l’elemento che più di tutti caratterizza l’estetica dell’edificio, improntata ad un forte dinamismo, cromatico e formale, reso possibile da un lato dall’alternanza di più tipologie di rivestimento, dall’altro dalla combinazione di differenti scelte compositive per i volumi, che, grazie alla presenza di ampi aggetti, riescono a garantire la schermatura delle ampie vetrate poste in facciata.
Come accennato, il tema della captazione della luce assume a livello progettuale un’importanza fondamentale, che si traduce in una serie di scelte che contribuiscono a caratterizzare anche esteticamente l’edificio.
È il caso delle finestre per tetti VELUX in copertura che illuminano gli interni con una luce diffusa e priva di riflessi, proveniente da nord.
O ancora, è il caso degli shed posizionati sul volume di ingresso, che funzionano simultaneamente come elemento di captazione dell’energia solare, e come elemento di captazione della luce diffusa proveniente da Nord.

Fonti di energia solare e consumi energetici

L’utilizzo di pannelli solari termici e di pannelli fotovoltaici contribuisce ad abbassare i costi di gestione dell’edificio. Dal punto di vista impiantistico, la presenza di un impianto di ventilazione meccanica munito di recuperatore di calore e di scambiatore geotermico favorisce il raggiungimento del comfort interno, ricorrendo a soluzioni a basso impatto ambientale. Un sistema impiantistico, seppur ben progettato, diventa efficiente solo se abbinato ad un’altrettanto corretta progettazione dei pacchetti di chiusura, le cui prestazioni sono fondamentali per ridurre i costi di riscaldamento e raffrescamento dell’edificio. Nel caso in esame, le prestazioni termoigrometriche dei pacchetti di chiusura utilizzati si attestano su valori ben al di sotto dei limiti minimi imposti dalla normativa.
Tutti questi aspetti permettono all’edificio di inserirsi all’interno della classe energetica A, evidenziando un consumo energetico annuo estremamente ridotto.

AUTORE
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Chiara Davì, Michele Sauchelli, Alessandro Tonarelli
Laureati presso il Politecnico di Milano, corso di Progettazione e Innovazione Tecnologica tenuto ...
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