
Si è lavorato su due fronti: * da un lato è stato realizzato un prototipo in scala 1:1 di una piccola porzione della chiusura a Sud della nuova aerostazione. E’ stato seguito nel dettaglio il montaggio di un innovativo sistema di chiusura curvo in vetroresina (con materiale fornito da Brianza Plastica) e di un semplice sistema di illuminazione dello stesso che, riprendendo la scelta progettuale definita inizialmente, evoca il concetto di movimento, legato non solo al significato intrinseco di aeroporto, ma anche alla grande arteria stradale che si sviluppa nel senso della lunghezza dello scalo. * dall’altro le campagne di studio condotte presso un apposito box sperimentale presente presso la sede VELUX di Colognola ai Colli (VR). Nello specifico si è studiata l’interazione di materiali a cambiamento di fase (PCM – lastre Smartboard Knauf-BASF) in facciate continue e con involucri dotati di sistemi isolanti termoriflettenti (Vanoncini – ACTIS), materiali innovativi nel campo dell’edilizia di cui si è ipotizzata l’applicazione nel pacchetto di chiusura di copertura dell’aerostazione. Si è quindi verificato, anche sperimentalmente, il contributo di inerzia termica artificiale programmabile e di stoccaggio di effetto termico (serra) nella porzione sommitale della facciata nord (con captazione rivolta a sud) per evitare fenomeni di down draft e dispersioni di calore. Il progetto innovativo ha portato a una ricerca integrata fra università e industria, con una notevole carica espressiva che fa dei requisiti energetico prestazionali lo spunto per definire un’architettura contemporanea e morfologicamente unica, che si innesta nel contesto e lo qualifica con spiccato carattere.