Il progetto: contatto con la natura attraverso l'architettura

Il progetto per il nuovo centro benessere delle terme di Comano prevede un’architettura in grado di fornire benessere per il corpo e lo spirito. Gli edifici, gli spazi, i materiali favoriscono la penetrazione tra interno ed esterno, creando un contatto tra l’utente e la natura circostante.

Salus per aquam dicevano i latini, e la nuova SPA – centro benessere delle Terme di Comano, in provincia di Trento, è pensata come un’architettura che consenta un’osmosi tra benessere del corpo e nutrimento dello spirito: quindi mens sana in corpore sano ma, in particolare, in questo caso, ars sana in corpore sano.
Il progetto di Atsushi Kitagawara con Atelier2 e Fabrizio Bianchetti, insieme ad un pool di consulenti specialisti, ha vinto ormai un anno fa il concorso a inviti per la realizzazione delle nuove Terme di Comano (battendo illustri competitori come Matteo Thun, Carlos Ferrater, Dante Benini, Benedetta Tagliabue e via dicendo) ed è attualmente nella fase di progetto definitivo a cui seguirà l’esecutivo e poi il cantiere all’inizio del 2012.
Gli edifici, gli spazi, i materiali e le sequenze interne, esterne e anche di penetrazione tra interno ed esterno, hanno lo scopo di portare l’utente a totale contatto con la natura attraverso l’architettura.
Dunque l’artificio (fatto ad arte) architettonico, in cui i materiali e le superfici creano volumi plastici e magici, porta l’uomo a ritrovare un contatto ancestrale con la natura circostante che è prorompente, fatta di boschi, montagne, rocce, il fiume, il cielo e il susseguirsi delle stagioni.
Nello spazio concepito dal team italo-giapponese è innovativo il concetto di terme e di relax fatto di due ispirazioni interdipendenti basate sia sul concetto occidentale che orientale di centro benessere. L’intervento indica una via attraverso cui l’architettura contemporanea si relaziona con la tradizione, cioè secondo i due principi contrapposti dell’estetica giapponese: yayoi e jomon, affiancati dalla tipica estetica contemplativa occidentale.
L’ordine spaziale è concepito in un equilibrio formale che si sviluppa come sequenza di strutture nello spazio anziché come forma organica dotata di massa e volume e insieme ad esso vi è la tendenza ad uno spontaneo senso volumetrico, dotato di un carattere primitivo, vitale e popolare.
Il nuovo centro benessere si presenta come una sequenza di strutture distinte e, allo stesso tempo, un libero sistema scultoreo nello spazio, chiara espressione di un canone (yayoi) e di uno spirito creativo plastico (jomon).
Questi aspetti, cardinali nell’estetica del giappone rurale e feudale, trovano un naturale compimento nei valori dell’estetica dei materiali trentini e si uniscono alla forma e alla contemplazione tipica occidentale.

Progetto e dislocazione degli spazi

Il progetto, sia distributivo che dei materiali e delle textures, mira ad un’esperienza multisensoriale e la qualità dello spazio , della materia e delle proporzioni sono misurate ad un tempo dall’occhio, dall’orecchio, dal naso, dalla pelle, dalla gola, dai muscoli.
Stando alla filosofia Steineriana l’uomo utilizza non meno di dodici sensi: tatto, senso della vita, senso del proprio movimento, equilibrio, olfatto, gusto, vista, senso del calore, udito, senso del linguaggio, senso del pensiero, senso dell’io. In quest’ottica l’architettura rafforza l’esperienza esistenziale e diviene parte attiva del linguaggio e della percezione sensoriale.
Il progetto si adagia sulla collina a monte rispetto all’esistente centro, che beneficia da secoli delle proprietà curative dell’acqua termale di Comano, ottima per i problemi cutanei.
Sulle varie balze, che ospitano le diverse funzioni del centro benessere, sono dislocati gli spazi che vengono concepiti come una sorta di villaggio magico, fatto di volumi metafisici colorati, come fossero bottiglie di Giorgio Morandi. Su questi galleggia come una nuvola il controsoffitto che maschera la poderosa struttura in legno lamellare in cui sono ricavati dei lucernari triangolari in grado di fornire luce zenitale. Il simbolo del progetto è la foglia sull’acqua, cioè la grande copertura che simboleggia una foglia traforata, oppure il cielo visto attraverso il fogliame del bosco.

Gli spazi e i volumi intervengono sui sensi dell'utente

Tatto: i diversi materiali di finitura, la scabrosità della pietra, il legno levigato e morbido, l’inconsistenza dell’acqua, il vetro freddo e liscio.
Udito: le cascate d’acqua, bosco/vento, materiali (le pietre a diversa sonorità nella pavimentazione), relax con musica in acqua.
Vista: dentro e fuori l’edificio, natura, arte, moltiplicazione delle visuali prospettiche attraverso la moltiplicazione dei volumi e le aperture, superfici trattate con textures visive, colori, cromoterapia in acqua. Olfatto: materiali (legno di conifera, aromatico e resistente all’umidità, abete, cirmolo o larice), i bagni aromatici.
Gusto: tisanerie, frutta, vino (nel trattamento con vinaccioli si serve vino per stimolare il gusto e per le proprietà anti-ossidanti dello stesso), buffet e ristorante (menù leggeri, ma stimolanti)
Senso del movimento e dell’equilibrio: attraverso gli scorci prospettici tra i vari livelli e l’acqua che scandisce i percorsi.
Fondamentale è il rapporto Natura/Arte – percorso benessere – percorso rituale, spirituale.
La natura entra in contatto con l’uomo che torna ad essa attraverso l’arte (artificio). L’edificio è esso stesso arte nei volumi e nelle superfici; la natura penetra nell’edificio attraverso i percorsi laterali, i materiali dell’architettura (pietra/roccia, legno/bosco, controsoffitti materici/terra, vetro/aria, lucernari/cielo, acqua).
Lo spazio si estende nella natura circostante dissolvendosi in essa attraverso i ripiani digradanti, le murature che si prolungano come fossero terrazzamenti di vigneti, le vasche con cascate d’acqua.
Il landscape, i percorsi e lo stesso edificio diventano parte del Parco già esistente e ciò ne rende la funzione attrattiva: è lui stesso l’opera d’arte da ammirare.
Nel cuore di un ambiente naturale ricco di larici, pini, querce e betulle la nuova architettura è accuratamente posizionata per occupare il lotto previsto e per preservare la vegetazione esistente, limitando al minimo necessario il taglio di alberi.
L’immagine finale è ieratica, quasi fosse un maso trentino con una grande copertura a onda, grigia, di zinco graffato, della stessa tonalità cromatica delle vicine Dolomiti di Brenta.

La struttura del complesso: diversi blocchi per diverse funzioni

Il complesso si struttura secondo blocchi distinti che sono deputati a varie funzioni, su più livelli, secondo un piano distributivo apparentemente complesso, una specie di raumplan, ma ben identificabile nelle diverse funzioni e in realtà semplice dal punto di vista costruttivo.
Questi spazi sono poi unificati dalla spettacolare copertura (con struttura in legno), rivestita esternamente da una copertura continua in zinco graffato e nascosta internamente da un controsoffitto acustico che segue, come fosse una nuvola, i fori e le ondulazione della grande tetto-foglia; dai percorsi interni sia orizzontali che verticali e dalle doppie altezze che in alcune porzioni collegano i diversi piani.
Il nuovo edificio è articolato e costituito da setti portanti in calcestruzzo armato (si evita l’uso di colonne prediligendo uno schema a grandi luci strutturali) e da pareti divisorie interne in gesso rivestito o in materiali adatti per spazi termali a base di lastre in cemento Portland con rinforzo fibroso per ambienti ad alta umidità.
L’edificio si adatta al contesto grazie all’uso di materiali della tradizione (pietra, zinco, legno, porfido, intonaci di colore caldo e via dicendo) in un modo contemporaneo e totalmente innovativo e genera altre relazioni possibili. L’interpretazione della tradizione, come stimolo compositivo e ispiratore, diviene medium tra uomo e natura, una sorta di allegoria dell’originario e, considerando la vicina fonte di acqua curativa, del sorgivo.
Al nuovo centro benessere si accede mediante un collegamento con l’atrio del preesistente stabilimento curativo ed anche attraverso un percorso esterno che, lambendo il bosco, proviene dal parco. La connessione tra l’edificio esistente ed il nuovo centro benessere è risolta con un percorso interrato al fine di isolare, accentuando il senso di astrazione, la grande superficie della foglia di copertura (centro benessere) in mezzo alla natura del pendio.
I due edifici risultano collegati tra loro da un percorso pedonale e meccanico (ascensore inclinato a cremagliera) che in una progressione dal buio del tunnel ipogeo sbuca alla luce che perfora la grande copertura; come avviene quando si cammina in un vero bosco.
Ciò aggiunge al collegamento funzionale una componente di forte suggestione emozionale.

La copertura e i lucernari triangolari che lasciano entrare la luce zenitale

La copertura, oltre ad assolvere alle funzioni di tenuta, schermatura e isolamento, lascia filtrare da lucernari triangolari una luce zenitale che poi si sfrangia negli spazi interni.
Sottili lastre di controsoffittatura, trattate con intonaci traspiranti a base naturale e coloritura beige/fango, sembrano galleggiare sullo spazio aperto delle zone di balneazione delimitato da minimali pareti rivestite in legno aromatico.
Le vasche, alcune anche a raso, sfruttano l’acqua calda che zampilla all’interno ed è ottenuta grazie a fonti rinnovabili in massima parte (recupero di calore dai trattamenti dell’edificio esistente, sonde geotermiche, pompe di calore attivate da pannelli solari fotovoltaici posizionati sulle coperture aggiunte per trasformare l’esistente e da un nuovo pozzo profondo 600 metri che pesca acqua a 28°C).
Ai trattamenti più tipici di una SPA occidentale, fatta di percorsi kneipp, bagni cromoterapici, idromassaggio, cascate e doccioni, lettini con doccia cromatica, spruzzi scrub, saune, bagni turchi, e via dicendo si interseca la tipologia giapponese Onsen, tradizionalmente un bagno aperto su sorgenti riscaldate. Questa prevede un percorso meditativo fatto di vasche e trattamenti in grado di creare un relax totale dove trattamenti fusion tra la tradizione nipponica e quella regionale forniscono un’esperienza senza eguali.
Questo è un modello unico in Italia, che culmina con il piccolo padiglione giapponese dislocato nel bosco e si pone come sicura attrattiva, distinguendosi da un’offerta che è ormai molto presente e satura nella regione.
Committente: ACTC Azienda Consortile Terme di Comano
Progetto architettonico e tecnologico: Atsushi Kitagawara (Tokyo), Atelier2 – Gallotti e Imperadori (Milano), Studio Bianchetti (Omegna), Paola Trivini (Milano)
Progetto Strutturale: Studio Gian Pietro Imperadori (Darfo Boario Terme)
Progetto Impiantistico: Digierre3 (Bergamo)

AUTORE
Narghes Doust

Narghes Doust
Ingegnere Edile - Architetto. Dottoranda in Ingeneria dei Sistemi Edilizi presso il Dipartimento ...
tutti gli articoli »

ENERGY INDOOR CLIMATE VISUALIZER

Software per simulazioni energetiche che utilizza il motore di calcolo IDA ICE di EQUA Simulation AB.

scopri di più »
ARTICOLI CORRELATI
energy_plus_14

Energy Plus House

28/09/2012
continua »
loft_urbano_3

Un loft urbano

27/09/2012
continua »
giappone

Bubbletecture H, un esempio di architettura bionica

30/08/2012
continua »