Progetto di un padiglione espositivo in bamboo

Un edificio che si distingue per l’ampio uso del bamboo, materiale dalle eccezionali caratteristiche meccaniche, oltre che per il fatto di essere facilmente smontabile. Il progetto prevede infatti moduli prefabbricati, per fare in modo che l’intera struttura possa essere spostata e riassemblata in diverse località.

Il progetto riguarda la realizzazione di un padiglione espositivo di circa 1000 m2 per l’Esposizione Universale di Shanghai. La struttura è stata pensata per essere riconvertita in centro ricerche per la cerealicoltura, dopo essere stata trasportata e ricostruita a Bergamo, una volta terminata l’esposizione.
L’architettura dell’edificio si divide in due corpi.
A Shanghai (ZHU LONG), seguendo il tema dell’Expo “Better city, better life”, nel primo corpo sono trattati temi correlati ai problemi delle città contemporanee. Proseguendo, il visitatore si trova in uno spazio che rappresenta il punto di svolta, per finire in un ultimo spazio che mostra come integrare tecnologia e rispetto per l’ambiente.
In seguito al trasporto a Bergamo (ZHU YUMI), riconfigurando la pianta ed aggiungendo un solaio, l’edificio viene ricostruito assumendo l’aspetto di una corte, con possibilità di un eventuale ampliamento a seconda delle esigenze future.
Una peculiarità del progetto è costituita dai materiali impiegati per la costruzione. Tra questi spicca il bamboo, scelto sia per la sua facile reperibilità che per le sue eccezionali caratteristiche meccaniche.

Materiali utilizzati e modularità

Oltre che come frangisole, il bamboo ha trovato largo impiego all’interno del progetto, scelta motivata dalla facile reperibilità e dalle eccezionali caratteristiche meccaniche del materiale.
La struttura primaria è realizzata in bamboo lamellare, mentre le orditure secondarie sono costituite da culmi pieni.
Ulteriore innovazione è la trave calastrellata di bamboo, inventata dall’architetto Mauricio Cárdenas, ottenuta da un culmo tagliato longitudinalmente in tre parti, e utilizzata come orditura di solaio.
Caratteristica distintiva del progetto, oltre all’uso del bamboo per la struttura principale e la sottostruttura, è il sistema tecnologico delle chiusure: per agevolare la smontabilità, l’intero edificio è disassemblabile in parti prevalentemente modulari (89%), realizzate con pannelli prefabbricati.
Le porzioni speciali (11%) sono limitate a elementi che comunque si ripetono per ogni singolo modulo.
Sono state previste tre diverse tipologie di pannelli perfettamente intercambiabili.
In aggiunta all’elemento opaco e iperisolato è stato predisposto l’inserimento di finestre per tetti e cupolini VELUX all’interno dei moduli prefabbricati.
Il telaio a taglio termico infine, è stato appositamente progettato per garantire il corretto serraggio in ogni punto della copertura a curvatura variabile.
Lo studio della distribuzione degli elementi modulari opachi e trasparenti ha permesso di raggiungere un livello ottimale di comfort visivo all’interno degli ambienti, verificato tramite analisi illuminotecniche condotte con il software Velux Daylight Visualizer.
Sempre grazie al software Velux Daylight Visualizerè stata verificata l’efficacia delle schermature solari ottenute tagliando i culmi di bamboo.

Facilità di montaggio, smontaggio e trasporto

In seguito alla fase di scavo ed alla posa in opera dell’orditura primaria, gli operatori saranno in grado di procedere rapidamente al montaggio delle orditure secondarie, vincolandole nei punti di intersezione mediante uno speciale giunto in acciaio; in una fase successiva lo stesso elemento consentirà anche l’ancoraggio dei tamponamenti di chiusura.
Particolare attenzione è stata dedicata alla semplificazione e riduzione del numero di lavorazioni che gli addetti dovranno eseguire in cantiere, diminuendo anche i mezzi ausiliari che interverranno al montaggio/smontaggio, necessari perlopiù per le funzioni di approvvigionamento/smantellamento.
Per quanto riguarda invece le operazioni di trasporto, è stato effettuato un progetto di packaging, secondo i quale l’intera realizzazione non occuperà più di 22 container ISO da 40 piedi, che raggiungeranno l’Italia via mare.
Novembre 2010: Progetto terzo classificato al concorso “I Giovani e l’Expo” indetto dalla Provincia di Bergamo.

AUTORE
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Marco Invernici – Alberto Sicuso – Dan Vavassori
Laureati presso il Politecnico di Milano, corso di Progettazione e Innovazione Tecnologica tenuto ...
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