Estendere un'abitazione costruendo una serra bioclimatica

Nelle Langhe, il progetto di estensione di una villa che sfrutta la possibilità volumetrica residua ancora presente sul lotto di progetto. L’ampliamento, che funziona da serra bioclimatica, garantisce ottimi risultati sul piano energetico, sia in estate che in inverno.

Cluster Glashaus nasce dalla volontà del committente di estendere la propria abitazione con un volume in grado di funzionare sia come serra bioclimatica che come spazio living e belvedere.
L’unità esistente è una villa a cavalca poggio con vista sul Castello di Serralunga D’Alba e sullo splendido panorama delle Langhe, sulle proprietà vinicole e sulla cantina del proprietario che produce uno fra i più pregiati Barolo della zona. L’edificio esistente è in muratura in parte rivestita sull’esterno da pietra a vista e con una copertura a falde inclinate e rivestimento in coppi.
Valentina Gallotti e Marco Imperadori dello studio Atelier2 di Milano, hanno concepito un’estensione in grado di armonizzarsi in modo dialettico sia con il manufatto esistente che con il vicino parco e il paesaggio circostante.
I riferimenti progettuali sono esplicitamente dichiarati: le celeberrime Glashaus di Mies Van der Rohe e di Philip Johnson ma soprattutto alcune delle Case Study Houses degli anni 50-60, tipiche degli Stati Uniti, dove il proprietario ha studiato e vissuto a lungo prima di rientrare in Italia. In questi famosi esempi la trasparenza è cifra evidente e primaria e, visto il contesto, è obbligata anche in questo caso.
L’esempio mostrato sfrutta la possibilità volumetrica residua ancora presente sul lotto di progetto. Va osservato attentamente perchè potrebbe anche essere un chiaro esempio di aggiunta di una serra bioclimatica verso sud, approfittando delle leggi regionali che lo consentono (per esempio in Lombardia) senza il calcolo degli oneri di urbanizzazione, in quanto elemento tecnico di guadagno energetico.

Struttura della serra, materiali utilizzati e nuove aperture

E’ facilmente provabile (e anche quantificabile) l’impatto positivo della serra sul piano energetico sia in estate che in inverno. All’interno del progetto i percorsi solari sono stati chiaramente analizzati e si è verificata sia l’ottimale captazione solare invernale che la schermatura in estate e nelle stagioni intermedie, sia attraverso l’aggetto perimetrale fisso che grazie agli schermi mobili.
La scelta compositiva, tutto sommato semplice e minimale, aggiunge alcune componenti intangibili ma fondamentali anche dal punto di vista della sostenibilità. La struttura portante è concepita con un semplice telaio a nodi incastrati in modo da evitare i controventi di piano. I pilastri portanti sono tubolari e sono disposti secondo due assi: il primo a ridosso della struttura esistente che non viene così caricata dalla nuova estensione, il secondo verso il parco, a creare una fascia principale che forma un portico su due lati.
L’uso dell’acciaio è riferito sia alle sue capacità portanti che alla sua possibile riciclabilità o riutilizzo futuro. Inoltre il ricorso alla tecnologia stratificata a secco e allo spiccato isolamento, utile sia per la stagione invernale che estiva, sono ulteriori chiavi di sostenibilità del progetto di estensione.
Innanzitutto la Cluster Glashaus consente di schermare due grandi finestre fisse poste a sud-ovest nell’edificio preesistente, che prima dell’intervento creavano un notevole discomfort estivo. L’aggiunta del nuovo volume ha però richiesto studi e simulazioni, per verificare il Daylight Factor degli spazi retrostanti. Questi hanno richiesto l’aggiunta nel tetto piano di quattro grandi finestre per tetti Velux con basamento inclinato per tetto piano che hanno consentito di conservare il fattore di luce diurna negli spazi di soggiorno esistenti e di attivare la ventilazione naturale estiva.
Le porzioni verticali vetrate sono a più vetri con camera ad Argon e scorrevoli in modo da potersi aprire totalmente sul parco nella bella stagione e richiamano gli shoji giapponesi. Esse sono però schermabili da elementi frangisole scorrevoli in legno in grado di proteggere anche la vetrata sud preesistente e dare unità all’intera composizione. Il profilo dello sbalzo perimetrale del tetto piano consente inoltre di schermare la radiazione solare estiva mentre in inverno la Cluster Glashaus diventa un buffer energetico elio captante. Nella stagione fredda il riscaldamento dell’edificio è governato da un pavimento radiante a bassa temperatura.

La tecnologia costruttiva stratificata a secco

La tecnologia costruttiva utilizzata è di tipo stratificato a secco, sia per la parete nord che per la copertura (in realtà il tetto è piano in lamiera grecata e getto collaborante con strati di isolamento sia superiori che inferiori).
All’estradosso la copertura è completata da una membrana termoriflettente sotto la quale sono disposti gli strati di isolamento a cellule chiuse, all’intradosso è invece stato realizzato un controsoffitto (in gesso rivestito nelle porzioni calde e in Aquapanel in corrispondenza del portico esterno) su struttura indipendente. Nell’intercapedine sono stati disposti materassini termo e fonoisolanti a diverse densità, in lana minerale o in fibra di poliestere ottenuta dal riciclo di bottigliette di plastica e ulteriormente riciclabile.
La parete esterna verso nord è rivestita in acciaio Corten, materiale ad altissima durabilità oltre che ricco di fascino. Con questo materiale è realizzata anche un’importante scultura di Guido Scarabottolo che pare sorreggere uno dei pilastri a settentrione. Arte e architettura della Glashaus si incontrano visivamente con la storia (l’antico borgo di Serralunga) e con la natura (i vigneti e le Langhe).
Il volume e i materiali sono volutamente contemporanei e dialettici sia rispetto all’edificio esistente che alla natura. Lo spazio interno diventa in definitiva osmotico verso il paesaggio proprio grazie alla nuova addizione abitativa che proietta chi la abita verso il paesaggio nel massimo rispetto e con il minimo impatto ambientale.
Progettazione architettonica e tecnologica: Atelier2, Valentina Gallotti e Marco Imperadori – Milano
Progettazione Strutturale: Studio G.P. Imperadori, Darfo Boario Terme
Direzione Lavori: Geom. Gianni Carpino

AUTORE
Narghes Doust

Narghes Doust
Ingegnere Edile - Architetto. Dottoranda in Ingeneria dei Sistemi Edilizi presso il Dipartimento ...
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