Uso di materiali non convenzionali: lo spazio espositivo Think Green di Milano

Un’installazione dell’Architetto Mauricio Cardenas Laverde realizzata a Milano durante il Salone del Mobile 2010 mostra come sia possibile costruire semplici moduli abitativi, secondo criteri contemporanei ed esteticamente sostenibili, traendo spunto dalla tradizione e utilizzando materiali poco costosi e sostenibili come il bamboo.

Mauricio Cardenas Laverde, giovane architetto colombiano adottato dall’Italia è un progettista creativo e geniale, in grado di proporre soluzioni innovative utilizzando le potenzialità di materiali non convenzionali. Fra questi c’è sicuramente il bamboo, che Cardenas chiama acciaio vegetale e che molte volte ha fatto parte della sua architettura.
Il bamboo è molto utilizzato a livello mondiale: per l’architettura contemporanea le due scuole, che implicano approcci diversi, sono senz’altro quella colombiana capitanata da Simon Velez e quella asiatica di Shigeru Ban e Rocco Yim.
La differenza tra le due è sostanziale: i colombiani immaginano fissaggi secondo nodi, anche complessi e connessioni puntuali. Gli asiatici utilizzano solo e sempre fissaggi per legatura, senza indebolire il bamboo tramite forature. Cardenas, che più volte è entrato in contatto con Velez, ha attinto da entrambe le esperienze e a sua volta fornisce spunti originali.
L’applicazione di tecnologie intelligenti a basso costo e ad alta efficienza mostra lo sforzo compiuto da Cardenas. Egli si è spinto verso il contrario dello sfoggio tecnologico high tech, con lo scopo di sottolineare in maniera evidente (e provata dagli esiti formali e prestazionali) che estetica e sostenibilità non sono racchiuse necessariamente in materiali costosi, ma nel modo in cui i materiali sono intepretati e composti progettualmente.
L’attualizzazione di tecniche costruttive antiche è uno strumento di innovazione che spesso necessita di budget limitati. Un esempio di ciò sono i padiglioni realizzati a Milano in occasione del Salone del Mobile 2010 e del Festival Internazionale dell’Ambiente – Green City, con il supporto del Comune di Milano e di EXPO 2015.
Per il Salone Cardenas, insieme allo studio Land di Andreas Kipar e Leonardo Oprandi, a Marica Moro e con la presenza di Beppe Ortile, uno dei massimi esperti di bamboo in Italia, ha realizzato lo spazio espositivo Think Green insieme al MAPP (Museo d’arte Paolo Pini, Associazione Culturale per il Recupero della Creatività Artistica e la Riabilitazione Psicosociale).

Il bamboo verso nuovi territori tecnologici e formali

I tre padiglioni, realizzati su una terrazza dello studio Land, hanno ospitato opere di pittura, di scultura e testi letterari, creati dai pazienti e appesi come foglie all’interno degli scheletri in bamboo. Le strutture portanti mostrano come Cardenas abbia sperimentato e spinto il bamboo verso nuovi territori tecnologici e formali. Le pareti portanti sono state costruite con cassette realizzate sezionando il bamboo e graffandolo in modo da creare dei contenitori impilabili. In questi è stata inserita terra di coltivo in grado sia di fungere da zavorra, sia da “giardino prêt-à-porter ”.
Anche la struttura di copertura è un’elegante reinterpretazione del bamboo che viene parzialmente sezionato nel senso di lunghezza sulle porzioni laterali dei culmi. In questo modo si ottiene una sorta di profilo calastrellato con un corrente superiore compresso, uno inferiore teso e i collegamenti, corrispondenti ai dischi dei vari culmi, che fanno da elementi resistenti a taglio e da collegamento. Le porzioni tagliate potrebbero fungere da tegole vegetali, come avveniva anticamente nei villaggi del sud-est asiatico. Le aste di bamboo così tagliate e profilate offrono un’immagine leggera e smaterializzata, ma resistente. Con esse è possibile creare delle capriate in grado di colmare la luce abitativa fra le pareti vegetali zavorrate e completare l’abitazione. Sopra le capriate poggiano elementi secondari, sempre in bamboo che reggono teli plastici, di stoffa oppure ottenuti dal riciclo di teli pubblicitari o di camion.
Queste micro abitazioni di emergenza, ottenute a bassissimo costo, ci mostrano come l’architettura e la composizione corretta possano elevare anche un semplicissimo edificio attraverso la dignità della forma e della proporzione. L’impegno progettuale verso innovazioni d’uso del bamboo evidenzia come l’architettura, con la sua percezione estetica, funzionale e prestazionale, sia indipendente dal ricorso a materiali preziosi e costosi e dalla celebrazione dei nodi costruttivi iconici. Un forward to basic in cui si mostra come, con criteri contemporanei ed esteticamente sostenibili, si possa ricorrere a tecniche costruttive appropriate, materiali semplici e applicare principi di ottimizzazione tecnologica. L’esperienza di Cardenas si confronta inevitabilmente anche con quella di Shigeru Ban che ebbe l’intuizione del trasferimento di tecnologia, dell’uso di un materiale come il tubo di cartone, nato per essere altro che, seguendo un processo di eterogenesi dei fini e di intuizione costruttiva, diviene materiale per fare architettura, come il bamboo, e segue un processo sostenibile e standardizzabile.
Anche il bamboo può essere calibrato in sezioni, lunghezze e spessori a piacere, è biodegradabile, leggero, economico e facile da trasportare. Cardenas decripta una straordinaria serie di caratteristiche insite nel materiale. La sua tenacia e il suo impegno, assieme a quelli di Beppe Ortile e degli studenti del Politecnico di Milano (Facoltà di Ingegneria Edile-Architettura) che hanno fornito gratuitamente la loro manodopera, ha portato alla realizzazione dei moduli abitativi qui descritti. Le future fasi di sviluppo e innovazione implicano lo studio delle prestazioni meccaniche del profilo di bamboo alleggerito, che troveranno riscontro anche in prove di laboratorio svolte sulle travi utilizzate.
Questi eleganti micro-spazi fatti di pareti di bamboo e terra e di coperture in bamboo e teli sottili, nascondono velocità dell’assemblaggio, leggerezza e modularità degli elementi.

Attualizzare l'uso del bamboo traendo spunto dalla tradizione

La capacità di attualizzare l’uso del bamboo impiegandolo come frangisole, elemento contenitore, parete portante e mostrandone le possibilità statiche e formali, ci mostra il fil rouge seguito da Cardenas che è l’alto investimento di pensiero progettuale sviluppato assieme alla calibrazione di risorse economiche e materiali, traendo spunto dalla tradizione per definire nuovi campi d’uso di un materiale poco costoso.
Pochi mesi dopo il Salone del Mobile, nell’estate del 2010, sempre con il prezioso aiuto degli studenti del Politecnico di Milano e di Torino, Cardenas e Beppe Ortile hanno popolato le porte storiche milanesi con padiglioni passanti, di struttura analoga a quelli già descritti, quasi fossero essi stessi delle nuove porte-giardino nell’ambito del Festival Internazionale dell’Ambiente – Green City.
Una scelta forte ed espressiva, sia per la volontà di una città più verde, sia per ricordare, con queste icone di abitazioni temporanee, il difficile tema delle baraccopoli milanesi e dell’aumento di povertà che, nelle cinture urbane, crea realtà sempre più simili a quelle del Terzo Mondo.
Di fronte a queste architetture il senso di meraviglia è quasi infantile, come se il senso estetico, prodotto dalla forma e dalla tecnologia costruttiva, potesse nascere in ognuno di noi, vedendo cosa l’uomo può produrre con risorse limitate, ingegnandosi e architettando soluzioni tecnologicamente, funzionalmente ed economicamente efficienti.
Vedere queste opere come il limite verso cui può tendere una progettazione virtuosa può servire da stimolo, anche per i più giovani, per recuperare buon senso costruttivo e sobrietà e a mostrare che un buon progettista può fronteggiare ogni sfida e che la continua tensione all’innovazione gli offre un paradigma utilizzabile come regola da applicare a infiniti materiali e tra questi al sorprendente bamboo.

Progettazione architettonica e tecnologica, montaggio e coordinamento: Mauricio Cardenas Laverde
Produzione del materiale e montaggio: Beppe Ortile
Progetto Paesaggistico: Studio Land – Andreas Kipar e Leonardo Oprandi
Allestimento: Marica Moro, artisti delle botteghe MAPP
Montaggio: studenti del Politecnico di Milano (Facoltà di Ingegneria Edile Architettura), del Politecnico di Torino e collaboratori dello Studio Cardenas

AUTORE
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Marco Imperadori
Ingegnere, PhD, Professore Associato presso il Politecnico di Milano, titolare della cattedra di ...
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